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In vacanza e nei viaggi di piacere si va anche per staccare con i ritmi della vita lavorativa, per riprendersi il proprio tempo, per rilassarsi, in una parola: per respirare. 


Capita però di cambiare sì il luogo, ma di portarsi dietro le abitudini di sempre, tanto che ci vogliono giorni prima di rilassarsi e potersi godere le opportunità della nuova dimensione. Fra queste abitudini c’è quella di respirare giusto per... “sopravvivere”, cioè di non avere un respiro completo che davvero ci possa rigenerare e ossigenare. Nella mia esperienza di educatrice somatica mi capita spesso di vedere respiri corti e superficiali, più di quanto si possa pensare, non però nei bambini: basta osservarli per accorgersi che respirano con tutto il loro essere. Ma allora cosa ci succede in seguito? I motivi perché il respiro si alteri sono molti, fra cui le continue richieste cui siamo sottoposti fin dall’età scolastica che via via ci mettono pressione e ci fanno dimenticare i nostri tempi, il nostro respiro.

E dunque, qualsiasi sia la tua vacanza o il tuo viaggio, ti suggerisco anche un viaggio nel tuo respiro. Non ti indicherò tecniche o modi giusti di respirare, bensì osservazione ed esplorazione, quelle stesse caratteristiche che ti stimolano a scoprire nuovi posti. Quando puoi, fermati un momento lì dove ti trovi e in qualsiasi posizione: seduto sull’erba o su una panchina, sdraiato sulla sabbia, in treno o in aereo, su un masso... chiudi gli occhi e inizia ad ascoltare il tuo respiro. Come sai che stai respirando? E' perché senti l’aria che entra ed esce dalle narici? Oppure perché senti il movimento di alcune parti del corpo? Ora individua le parti di te che si muovono di più e appoggia le mani per sentirne il movimento: è l’addome? il petto? entrambi? Poi, dopo un po', fai scivolare le mani su altri punti, quelli che si muovono meno, fino a toccare anche punti che non si muovono affatto. Usa le mani come strumento di osservazione e ascolto: sulle coste, anche quelle laterali e posteriori, sullo sterno, sulle clavicole, sotto le ascelle… prenditi tutto il tempo che vuoi, aspettando un’eco di movimento anche là dove inizialmente non lo senti. Poi lasci andare le mani e senti come respiri ora, ma anche com’è il tuo stato d’animo, come sono i tuoi pensieri, che percezione hai del tuo corpo rispetto allo spazio circostante, ai punti di appoggio (anche il solo contatto dei piedi da seduto o se sei in posizione eretta). Chiudi gli occhi di nuovo e appoggia una mano sullo sterno (l’osso largo e piatto dove confluiscono le coste) e l’altra mano sopra la prima, così da averle entrambe sul petto. Sii delicato e senti come si muove lo sterno durante l’inspiro e durante l’espiro. In che direzione va? Senti che nell’espiro si abbassa e scende in direzione del pube? Quando hai individuato questo movimento, lo inviti gentilmente con una piccola pressione delle mani per qualche volta. Non appena il petto diventa più flessibile e disponibile, allunghi il tempo dell’espiro rispetto all’inspiro, per due o tre volte e poi lasci andare, abbassi le mani e ritorni al respiro normale. E' cambiato ancora rispetto all'inziio? Dopo qualche istante riporti le mani sullo sterno, di nuovo allunghi il tempo dell’espiro e, quando ti fermi perché ti sembra di aver completato questa fase, espiri ancora un po’, ti accorgerai che è rimasta dell’aria da espellere. A quel punto l’inspiro arriverà da sé, a riempire di nuovo i polmoni, senza che tu faccia alcuno sforzo. Prova per qualche volta, con attenzione anche a come si muovono il petto e le coste e poi lasci andare, rimani qualche istante a occhi chiusi e accogli le sensazioni: com’è ora il respiro, come senti il tuo corpo in relazione allo spazio, come senti i rumori circostanti, se riesci a percepire l’aria che entra ed esce dalle narici, prima più fresca e poi tiepida e senti fin dove la puoi seguire… quando decidi di aprire gli occhi fallo lentamente, senza puntare lo sguardo, e osserva come sono i colori, quanto è ampio il campo visivo, come ti arrivano le immagini, come vedi il panorama nel suo insieme  e i dettagli.. poi ti alzi lentamente e senti come stai in piedi, che contatto hai con il suolo, fai qualche passo… e ora goditi le tue attività in questa dimensione un po’ nuova, cercando un ritmo che ti piaccia per il resto della giornata.

Se questa esperienza ti è piaciuta puoi anche provare la sequenza Repirazione completa 1.

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