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Cicloturismo: i principi di una buona pedalata


“Scriviamo la nostra storia usando biciclette, inseguendo la memoria su strade molto strette”. Così attacca il rap di Frankie Hi-nrg dedicato alla biciletta  e che si sia o no suoi fan, salta all’occhio che anche nella musica per giovani questo mezzo antico si è ritagliato un ruolo da protagonista. Eh sì, perché è ormai una passione che accomuna sempre più persone e nei modi più vari, tanto che nascono fiere, festival, itinerari appositi, come Eurovelo, progetti, come il Parco Bike della Lunigiana... insomma il cicloturismo si diffonde, come abbiamo raccontato nell'articolo dedicato alle vacanze in bici ed è una buona notizia, in termini di eco-benessere, perché al pari del camminare è un modo di viaggiare slow, rispettoso, sano. E poi è legato l’infanzia! Chi non si ricorda del fatidico momento in cui ha tolto le rotelline posteriori?! Forse rimane nella nostra memoria come uno dei primi grandi traguardi! Ma anche se piace molto, la bici, soprattutto se si sta “in sella” per molto tempo, può provocare disagi. Non si può affermare infatti che sia comodissimo viaggiare in bicicletta, anche perché se da una parte si fa un buon esercizio fisico che coinvolge tutto il corpo, dall’altra si è in una posizione piuttosto vincolata per quanto riguarda il torace, dato che si hanno le braccia impegnate a tenere il manubrio e la schiena ne risente; inoltre si è seduti e anche questo può essere fastidioso, soprattutto per chi non  è abituato. Ecco allora che imparare a rendere flessibile il torace sarà molto utile per evitare male al collo, alle spalle e alla schiena in generale, migliorando al contempo la mobilità delle gambe. Ci si stancherà meno e si otterranno maggiori risultati in termini di potenza e resistenza.

Per quanto riguarda il rapporto tra busto e braccia, in bicicletta esso è diverso rispetto al solito: nella maggior parte dei casi, infatti, muoviamo l’articolazione delle braccia, mentre in bici le braccia sono fisse sul manubrio ed è il busto a muoversi rispetto ad esse in collegamento al movimento delle gambe. L’altra caratteristica, come si diceva, è che si sta seduti, ma questo non significa che il bacino non debba partecipare al movimento, anzi, più è coinvolto e meglio passerà la forza sui pedali. E’ vero che sono le gambe a spingere i piedi sui pedali, ma per facilitare questa azione il bacino deve continuare a ruotare e a inclinarsi sui due lati e con esso anche il busto attraverso il movimento delle coste. E’ così che l’intero copro collabora per rendere potente la falcata delle gambe nel loro movimento di continua flessione ed estensione, senza produrre eccessiva tensione sulla schiena. Il programma SmartFitness ideato da MovimentoSano aiuta a usare tutte le parti in gioco in modo consapevole e armonioso. Prova questa sequenza audio di 8 minuti in cui si chiarisce la mobilità del bacino da seduti, proprio come avviene durante la pedalata. Per un’introduzione ai principi di SmartFitness puoi scaricare gratis la guida.

 

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