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Il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, ha introdotto talune misure agevolative volte alla tutela del  patrimonio  culturale,  allo sviluppo della cultura ed al rilancio del turismo. 


1. PREMESSA

Il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, ha introdotto talune misure agevolative volte alla tutela del  patrimonio culturale,  allo sviluppo della cultura ed al rilancio del turismo. 
Tra queste particolare rilievo assumono quelle contenute nell’art. 9 recante l’introduzione di un credito d’imposta spettante a specifici soggetti operanti nel settore turistico che abbiano sostenuto spese per “informatizzare” i propri servizi. L’obiettivo che il governo intende perseguire è, infatti, quello di sostenere la competitività del sistema turismo favorendo la digitalizzazione del settore.     
Le modalità applicative di tale misura agevolativa sono state dettate con il decreto 12 febbraio 2015 (di seguito anche “Decreto”) del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (di seguito anche “Ministero”) il quale si sofferma, in particolare, sulla tipologia e il limite massimo di spesa ammissibile, la procedura di ammissione al beneficio e le modalità di recupero dell'incentivo indebitamente fruito.
Nel prosieguo si illustrano i principali aspetti della misura agevolativa.
2.    REQUISITO SOGGETTIVO – CHI PUÒ BENEFICIARE  
I soggetti interessati della misura agevolativa in parola sono: (i) gli esercizi ricettivi singoli, (ii) gli esercizi ricettivi aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, (iii) le agenzie di viaggio e i tour operator. 
In particolare, per esercizi ricettivi singoli s’intende la struttura, organizzata in forma imprenditoriale, riconducibile alle seguenti tipologie:
1.    struttura alberghiera: struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort (di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133), nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali;
2.    struttura extra-alberghiera: affittacamere; ostelli per la gioventù; case e appartamenti per vacanze; residence; case per ferie; bed and breakfast; rifugi montani, nonché le strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali.
L’esercizio ricettivo aggregato con servizi extra-ricettivi o ancillari, è invece quell’aggregazione, nella forma del consorzio, delle reti d’impresa, delle ATI e organismi o enti similari, di un esercizio ricettivo singolo, come definito nella lettera a), con soggetti che forniscano servizi accessori alla ricettività, quali ristorazione, trasporto, prenotazione, promozione, commercializzazione, accoglienza turistica e attività analoghe.
Resta fermo che, nel caso di esercizi ricettivi aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, destinatario dell’agevolazione fiscale è l’esercizio ricettivo singolo componente l’aggregazione.
Infine, per agenzie di viaggio e tour operator, s’intendono quelle che applicano lo studio di settore (approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2012, e successive modificazioni), e che risultino appartenenti al cluster 10 – Agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming, o al cluster 11 – Agenzie specializzate in turismo incoming, di cui all’allegato 15 annesso al predetto decreto.
I soggetti come sopra individuati possono beneficiare del credito d’imposta, ma devono svolgere le attività di cui alla divisione 55 (alloggio) della classificazione delle attività economiche ATECO 2007  in via non occasionale. 
3.    REQUISITO OGGETTIVO – QUALI SONO LE SPESE ELEGGIBILI AL CREDITO D’IMPOSTA
L’agevolazione prevista dalla normativa in oggetto consiste in un credito d’imposta riconosciuto ai soggetti sopraindicati che abbiano sostenuto le seguenti tipologie di spesa:

  • impianti wi-fi, purché siano messi a disposizione gratuita dei clienti e abbiano una velocità di connessione minima pari a 1 megabit/s (i.e., acquisto e installazione di modem/router, dotazione hardware per la ricezione del servizio mobile quali antenne terrestri, parabole, ripetitori di segnale); 
  • siti web ottimizzati per il sistema mobile (i.e., Acquisto di software e applicazioni); 
  • programmi per la vendita diretta di servizi e pernottamenti e la distribuzione sui canali digitali, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi (i.e., Acquisto software, acquisto hardware  quali server, hard disk); 
  • spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio (i.e., Contratto di fornitura spazi web e pubblicità on-line); 
  • servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale (i.e., Contratto di fornitura di prestazioni e di servizi); 
  • strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità (i.e., Contratto di fornitura di prestazioni e di servizi, acquisto di software); 
  • servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente ai fini di quanto sopra previsto (i.e., contratto di fornitura di prestazioni e di servizi  quali docenze e tutoraggio).

Le predette spese si considerano sostenute secondo quanto è stabilito dai principi generali di determinazione del reddito d’impresa - ossia in ragione della competenza, certezza, inerenza e imputazione (di cui all’art. 109 del Tuir) - e che  la loro effettività dovrà risultare da apposita certificazione da parte del presidente del collegio sindacale del beneficiario o, in mancanza, da parte di un revisore legale, un dottore commercialista/esperto contabile, un perito commerciale o consulente del lavoro (purché iscritti ai rispettivi albi) o dal responsabile di un Caf.
Non tutte le spese di cui sopra, tuttavia, sono ammissibili. Il Decreto pone infatti dei limiti quantitativi di cui si dirà al paragrafo successivo. 
Sono escluse, inoltre, le spese relative alla intermediazione commerciale.
4.    L’AGEVOLAZIONE
Qualora sia verificata la sussistenza dei requisiti soggettivo ed oggettivo sopra indicati, è possibile chiedere il riconoscimento, per ognuno degli anni fra il 2014 e il 2016, d’un credito d’imposta del 30% dei costi ritenuti eleggibili e, comunque, in misura non superiore a 12.500 euro nei tre periodi, da utilizzarsi esclusivamente in compensazione (ai sensi dell’articolo 17 del D. LGS 241/1997) in tre rate annuali di importo costante. Al fine di rispettare il predetto limite quantitativo, l’ammontare complessivo delle spese eleggibili non può superare  41.666 euro per ciascun beneficiario. 
Va rilevato che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP, non rileva ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi (di cui all’articolo 61 del Tuir), né rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese (di cui all’articolo 109, comma 5, del medesimo Tuir). 
D’altra parte viene previsto che i soggetti interessati dall’agevolazione possono accedere al credito d’imposta nel rispetto dei limiti imposti dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e quindi secondo la regola del “de minimis”. Pertanto, l’importo concesso concorrerà alla formazione del plafond “de minimis” (di cui al regolamento comunitario 1407/2013) e non sarà cumulabile con altri incentivi fiscali ottenuti sui medesimi costi. 
5.    MODALITÀ DI ACCESSO ALL’AGEVOLAZIONE
L’accesso al beneficio in parola è regolato, anno per anno, da un’apposita istanza telematica da inviarsi al Ministero dal 1° gennaio al 28 febbraio. Limitatamente al 2014, la domanda andrà presentata entro 60 giorni dalla definizione della procedura telematica di accesso. L’agevolazione sarà riconosciuta nei limiti degli stanziamenti annui disponibili e fino a esaurimento delle risorse, destinate nel 10% del totale alle agenzie di viaggi e ai tour operator.
L’istanza, in particolare, dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa e contenere le seguenti specificazioni
  a) costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese eleggibili; 
  b) l’attestazione di effettività delle spese sostenute; 
  c) il credito d’imposta spettante.
Ad essa andrà, inoltre, allegata la seguente documentazione amministrativa e tecnica:
?    dichiarazione  dell’imprenditore  che  elenchi   gli   interventi effettuati; 
?    attestazione dell’effettivo sostenimento delle relative spese; 
?    dichiarazione relativa ad altri aiuti “de minimis”  eventualmente fruiti.
Decorsi 60 giorni dal termine di presentazione  delle domande, il Ministero  pubblicherà nel proprio sito  internet l’elenco delle domande ammesse ed entro i 60 giorni successivi comunicherà, con le  stesse  modalità, l’ammontare delle risorse utilizzate nonché di  quelle  che  saranno prevedibilmente disponibili per l’anno successivo.
6.    CONTROLLO E  REVOCA DELL’AGEVOLAZIONE 
Le attività di verifica riguardanti la fruizione dell’agevolazione in parola sono espletati congiuntamente dal Ministero e dall’Agenzia delle entrate. 
Il credito  d’imposta  è  revocato  nel  caso  venga  accertata l’insussistenza di uno dei requisiti soggettivi e oggettivi sopra indicati, ovvero nel caso in cui la documentazione  presentata, contenga  elementi  non  veritieri  o  sia incompleta rispetto a quella richiesta. 
Inoltre, la misura agevolativa è revocata: a) se i beni oggetto degli investimenti sono destinati a finalità estranee all’esercizio d’impresa; b) in caso di  accertamento  della  falsità delle dichiarazioni rese. 
Qualora sia accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta, il Ministero provvede al recupero del relativo importo, maggiorato  di  interessi  e  sanzioni secondo legge.
In tali casi sono fatte salve le  eventuali  conseguenze di legge civile,  penale  ed  amministrativa  e,  in  ogni  caso,  si provvede al recupero del beneficio  indebitamente  fruito.
7.    CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il settore turistico rappresenta per il nostro Paese una risorsa cruciale caratterizzata da un andamento di flussi turistici costanti
. Secondo alcune elaborazioni, la quota di valore aggiunto direttamente e indirettamente dovuta al turismo si aggira nell’intorno del 10% del Pil .

Ciò, naturalmente, è dovuto in gran parte al fatto che il nostro patrimonio artistico, paesaggistico e culturale, è riconosciuto dall’UNESCO come il più grande patrimonio dell’umanità al mondo. Nel corso degli ultimi anni il settore ha registrato un crescente indice di digitalizzazione in termini di servizi offerti dalle imprese in ambito europeo ed internazionale.
In tale contesto, pertanto, il livello di informatizzazione delle strutture ricettive giocherà un ruolo fondamentale anche nel nostro Paese. 
In tale prospettiva, l’introduzione del credito d’imposta a beneficio di tali imprese, nei limiti e con le modalità illustrate sopra, rappresenta proprio una tra le principali azioni del piano strategico del governo mirate, da un lato, ad ammodernare i servizi che esse offrono, per renderle competitive con quelle proposte dai principali player europei ed internazionali, e, d’altro lato, a porre le basi e le condizioni perché investitori nazionali ed internazionali decidano di (o continuino ad) investire tempo e risorse in progetti e strutture turistiche.
Alle luce delle considerazioni che precedono è, dunque, utile che le strutture turistiche interessate dall’agevolazione valutino prontamente e con attenzione l’eventuale esistenza e spettanza del credito d’imposta. 
Tra i diversi fattori che tali strutture si troveranno a dover considerare si evidenziano:

  • L’individuazione e la determinazione dell’ammontare di spese eleggibili ai fini della determinazione del credito d’imposta;
  • Il ridotto lasso temporale esistente per definire la valutazione dei requisiti richiesti dalla normativa in parola, nonché la predisposizione e la trasmissione dell’istanza per la fruizione del credito d’imposta. Si rammenti, infatti, che la erogabilità del credito è condizionata anche dalla presenza dei due elementi: (i) dell’ordine di arrivo delle istanze,  e (ii) della disponibilità delle risorse stanziate dal governo.

Approfondimento a cura di

DE BERTI JACCHIA FRANCHINI FORLANI 
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Lo studio è a disposizione per qualsivoglia eventuale ulteriore informazione o chiarimento in merito a quanto sopra.

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