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Chi più chi meno, siamo tutti amanti del mare. 


Oggi, per guardarlo da vicino, sentirlo respirare, viverlo, siamo saliti su una delle barche a vela messe a disposizione dalla LEGA NAVALE di AGROPOLI. Con noi c’è Vincenzo Borrelli, grande conoscitore dell’Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate, che con una telecamera collegata ad un televisore, come degli esperti sommozzatori ci permetterà di scoprire i segreti degli anfratti e delle cavità sommerse di questa zona (i flysch). Quelle che ci colpiscono immediatamente per la loro grandezza sono le Pinne Nobilis (in dialetto cilentano “cataperchie”): cozze gigantesche impilate lì sul calcare che donano a tutto il fondale l’impressione di una vallata fiabesca.
Ormai la loro rarità le rende fra le principali specie protette dell’area. A seguire un’enorme prateria di Posidonia Oceanica che, insieme alle Spugne Petrosia, apportano grande quantità di ossigeno e donano a queste acque la limpidezza e la salubrità che le contraddistingue. Un’altra specie di alghe molto diffusa sono le Anemoni di Mare (in cilentano “pizzatelle”): Vincenzo ci racconta che, come suggerisce il nome dialettale, una volta venivano cucinate con gli spaghetti, ora le ammiriamo dondolarsi fra le correnti. Intanto, con le vele gonfiate da una piacevole ma sostenuta brezza, siamo ormai giunti in prossimità dell’area protetta zona A.

Abbandoniamo il televisore e ci affacciamo ai bordi dell’imbarcazione: ad occhio nudo sono visibili il Polmone di mare, la specie di meduse che è presente esclusivamente dove le acque sono davvero limpide, e la splendida Cassiopea: sembra un morbido disco volante di color giallastro con tanti bottoncini violacei sotto ed intorno; ci informano che non è particolarmente urticante e anche per questo ci diventa subito simpatica. Questa rilassante passeggiata lungocosta ci ha conciliati con il mare.
ra siamo pronti ad incontri più ambiziosi. Cambiamo direzione e ci dirigiamo verso il largo: la temperatura perfetta delle acque e tanta tanta fortuna ci consentono di incontrare cernie, saraghi, dentici e gamberi (qui è famoso quello “meccanico” per la forma e lunghezza delle sue gambe), ed anche qualche barracuda. Infine, sulla strada del ritorno, quando il mare è di un blu intenso e il fondale sempre più profondo, ecco che spunta un branco di delfini. La specie è detta Stenella Delfino: sono lunghi e slanciati (quasi 2 metri), hanno il dorso scuro e la pancia chiara, inconfondibile la pinna dorsale che sbuca dall’acqua.
Ci accompagnano per un lungo tratto di mare, praticamente fino a quando, in corrispondenza della Punta del Pagliarolo, ci avviciniamo alla costa. Li salutiamo... ma torneremo! Presto... appena il tempo ce lo concederà. Torneremo con la maschera e le pinne quando la temperatura sarà più mite. Qualche temerario si ripromette di ritornare con l’attrezzatura subacquea. Ad ogni modo ritorneremo perché il mare è un viaggio che non ha mai fine.

I Viaggi WWF Travel

Volete partire anche voi alla scoperta di queste  zone con WWF Travel? Vi segnaliamo questo splendido viaggo in Cilento, proprio nelle aree protette che vi abbiamo raccontato in questo articolo.

 

 

Katia Gallo Direttore Tecnico WWF travel

Si ringraziano: la Lega Navale di Agropoli, Vincenzo Borrelli della Scuola Subacquea Yoghi di Agropoli, Andrea Mazzella Di Bosco Primo Maresciallo della Guardia Costiera di Agropoli.

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