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Sabato 18 Novembre è stata inaugurata la mostra della Fondazione Bottari Lattes "Poeti/Pittori/Poeti" a cura di Marco Vallora.


Filippo de Pisis, Franco Fortini, Alfonso Gatto, Mario Lattes, Carlo Levi, Mino Maccari, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Zigaina: intrecci tra arte visiva e scrittura poetica negli artisti del Novecento che hanno segnato le vicende culturali italiane.

Il curatore Marco Vallora illustra la mostra:

Spunto iniziale della mostra è una poesia che Eugenio Montale  dedica a Filippo de Pisis. Nati nello stesso anno (1896), i due autori si conobbero nel 1919 post-bellico e da allora mantennero rapporti d’amicizia, scandita negli anni da attestazioni di reciproca stima. Nel 1939 Montale invia a De Pisis, che sa anche essere poeta, una copia delle Occasioni con una affettuosa dedica in forma di poesia, in cui cerca di imitare lo stile del pittore. Come ringraziamento, De Pisis gli regala la tela Beccaccino (1932), una bellissima beccaccia su sfondo marino, un dono importante, per catturare anche la benevolenza del poeta. La mostra espone la lettera di Montale in risposta all’omaggio di De Pisis, in cui, tra orgoglio e ironia, il poeta gli confida: «Caro Pippo, mi sono dato alla pittura e presto ti batterò». Accanto a manoscritti di poesie del De Pisis-scrittore, sono esposti libri rari, suoi appunti sulla storia dell’arte, tele che omaggiano il tema del libro, della penna-piuma, del sonetto, oltre alla documentazione della sua amicizia con Marino Moretti, Palazzeschi e Comisso. E un raro nudino di donna, corredata da lettera autografa di Ungaretti. Si passa al Montale-pittore, forse non così brillante nei risultati, ma assai pugnace: incisioni, tele, in dialogo con De Pisis, ma non solo. Carte, lettere, autografi, fotografie.

 Anche Pier Paolo Pasolini, che ha legami profondi con Montale, inizia a Bologna come De Pisis, quale allievo di Roberto Longhi. La sua passione di storico dell’arte e di pittore non lo abbandona: la filtra nelle poesie, nei saggi, nel cinema. Con Longhi prepara una tesi sulla pittura ferrarese, che però perde in treno. Ciò cambia il destino della sua vita, e si laureerà su Pascoli con Calcaterra. Nella mostra la sua posizione di pittore viene rappresentata da opere, come autoritratti dipinti, disegni o scritti poetici. Si mette in luce la caratteristica, abbastanza unica, di Pasolini, di dipingere non solo con i colori tradizionali, ma con fondi di caffè, olio, vino. Di qui si parte alla volta del suo cinema, con spezzoni scelti e montati: RicottaTerra vista dalla lunaChe cosa sono le nuvole?TeoremaSalò.

Personale è il legame di Pasolini con Franco Fortini (Franco Lattes), un poeta difficile e intenso, che diventerà un saggista imprescindibile, critico severo del lavoro pasoliniano. Pochi sono al corrente che non solo disegnava benissimo ritratti caustici degli amici, su libri e foglietti, ma che era anche un pittore vero, a differenza di Pasolini e Montale, avendo seguito i corsi dell’Accademia.

Mario Lattes, editore torinese e pittore, si dedica alla scrittura e anche alla promozione della cultura letteraria. Ha scritto romanzi eccentrici e originali sul tema della guerra. La sua tesi di laurea sul tema dell’ebraismo, intitolata Il Ghetto di Varsavia, è uscita postuma nel 2016. Nella sua pittura omaggia le tematiche dei suoi scritti e romanzi, come L’incendio del Regio e Il Borghese di ventura, editi da Einaudi e ripubblicati da Marsilio. Negli anni Quaranta, sempre a Torino, pubblica un’importante rivista, Questioni, che per ispirazioni culturali e linea politica si differenzia molto dai periodici culturali del tempo, tra cui il Politecnico e poi il Menabò. A Questioni collaborano autori come Adorno, Simone Weil, Zolla, Abbagnano, Navarro, Albino Galvano, Italo Cremona, con temi nevralgici che si riflettono anche nella sua pittura e che rivelano la sua cultura altra. Come editore e artista progetta e pubblica per anni una celebre antologia per le scuole medie, intitolata Biblioteca, che illustra personalmente con una serie di acquerelli visionari. A testimonianza del suo lavoro e dei suoi interessi, in mostra sono presenti le bozze dei suoi romanzi e poesie, i suoi taccuini di disegni, i volumi della sua biblioteca personale.

La mostra coinvolge altresì i nomi della linea del Realismo, come Carlo Levi, amico di Pasolini, e talvolta in conflitto con lui, grande ritrattista di intellettuali vicini a questi personaggi. Altri invece volano verso il fantastico visionario: Giuseppe Zigaina, che parte dal Realismo, prima socialista poi immaginifico, in alternativa a Guttuso, e poi aderisce a un suo curioso Realismo spettrale e visionario. Amico d’infanzia di Pasolini, collaborò a vari suoi film, soprattutto a Medea. Anche Zigaina è letterato, importantissimo soprattutto per l’attività critico-interpretativa dei testi ultimi di Pasolini, letti in modo originale, secondo l’ipotesi scandalosa di un progetto di suicidio cristologico dello stesso Pasolini.

Anche Alfonso Gatto ebbe rapporti con Pasolini come attore per Il Vangelo secondo Matteo, documentati da foto sul set. Fondatore di una galleria a Salerno, collezionista di manoscritti e libri rari, era anche pittore (acquerelli, olii, tempere e disegni). Ha scritto il libro Coda di paglia, che è stato illustrato da Mino Maccari, pittore decisamente fantastico o caricaturale, su una linea politica diversa da Pasolini e Fortini, anarchico e geniale, non incasellabile. Maccari è in rapporto con Montale, Longhi e Pasolini per il quale disegna un manifesto di Accattone.

 

Itinera Servizi Turistici sarà presente alla mostra temporanea durante i weekend con il servizio di accoglienza e visite guidate.

Vi aspettiamo !

INFO UTILI

Palazzo Banca d’Alba, Via Cavour 4 - ALBA (CN)
dal 19 novembre al 17 dicembre 2017
Dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.00
Sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30
Ingresso gratuito

 

La città di Alba

Visitare la mostra "Poeti/Pittori/Poeti"  sarà un'occasione per conoscere la splendida città di Alba. Potrete intraprendere insieme a noi un percorso tra storia e monumenti, alla scoperta della città delle cento torri. La visita guidata alla città di Alba ci riporta alla storia di un centro che ebbe inizio nel Neolitico, che vede una struttura urbanistica di origine romana e molti monumenti d’epoca medioevale. Si vedranno le torri medioevali, il Bel San Domenico, la cattedrale di San Lorenzo, la chiesa della Maddalena che fu progettata da B. Vittone, allievo di F. Juvarra, le pale cinquecentesche del pittore Macrino d’Alba e ovviamente i numerosi siti che ci raccontano storie più recenti: lo sferisterio Mermet e il gioco del pallone elastico, il Convitto e la lotta di Resistenza. Si parlerà di personaggi come il pittore, farmacista e filosofo Pinot Gallizio, il giurista Teobaldo Calissano, il Deputato Michele Coppino, lo scrittore Beppe Fenoglio.

Per chi decidesse di fermarsi nelle langhe per alcuni giorni proponiamo due tour nei dintorni di Alba:

Bra: alla scoperta dell'antica città "Slow"

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