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Il Festival della Tenera Età si propone di dare un’immagine “contemporanea” del periodo che precede la terza età.


L’aumento della longevità, dovuto alle migliori condizioni di vita e al diffuso benessere economico, ha portato ad un cambiamento radicale della vita quotidiana, modificando le abitudini e gli stili di vita.

Le prime esigenze sono: cambiare scenario, dare uno strappo alla routine, prendersi tempo per ripensare il futuro.

Generazione “esordiente” che non ci sta a scendere dal palcoscenico e che reinterpreta la mezza età in una versione più matura, come scelta di un diverso itinerario con un nuovo progetto: sentimentale, professionale, di vita.

Una rivoluzione rigenerativa. Che scombussola, ma non sconquassa. Che travolge di colpo ritmi e abitudini, e dimostra che non è tardi per abbracciarne di nuovi, spesso più appagante di quella precedente.

Con un'aspettativa di vita così alta, nessuno è disposto a immaginarsi per altri 30 anni in una situazione di pensionamento-isolamento. C'è la qualità della vita che tra sport, cosmetica e chirurgia, consegna una generazione più in forma, più carica di energia, di quelle precedenti. Incidono gli stili di vita, con comportamenti e relazioni che hanno rotto le barriere anagrafiche e diluito le esperienze in età della vita impensabili prima.

Una fase che coincide con un cambiamento straordinario dal punto di vista fisico, di status, e nelle finalità delle relazioni interpersonali. E’ un momento nel quale le persone sentono di aver attraversato una soglia. La forza sta nel vivere questo passaggio come l'ingresso in un altro atto.

E’ ora di fare i conti con la nostra proiezione nel futuro, che diventa occasione di un bilancio per il rilancio.

C'è chi ha reazioni regressive: allora coglie l'occasione per un ultimo colpo di testa. C'è chi ha reazioni di tipo depressivo. Ma ci sono anche persone che facendo tesoro dell'apprendimento, dell'esperienza, dei propri talenti, colgono l'opportunità per fare delle cose per sé: con la massima libertà d'espressione e con un'emotività preziosa: ha occhi diversi per guardare il mondo, in maniera più realistica e costruttiva.

Il Festival attraverso due giornate ricche di convegni, presentazioni, attività e laboratori esperienziali  guiderà lo spettatore attraverso le innumerevoli potenzialità di una generazione che punta a mantenersi in forma, sviluppare nuovi interessi e esplorare nuovi e stimolanti punti di partenza.

Da segnalare:

Sabato, ore 12, il laboratorio di “scrittura che cura”, guidato da Fulvio Fiori scrittore e operatore olistico, attraverso il metodo della Bioscrittura ogni riga sarà un esercizio per prendersi cura di sé, uno spazio aperto per scrivere della propria vita: passato, futuro, presente, progetti e ricordi.

Alle 18, il convegno degli operatori della Scuola di Terapia del Suono di Albert Rabenstein e il “massaggio sonoro” con le campane tibetane. A seguire Lezione di ballo con Caterina Colombini di Artedanza.

Tra gli espositori saranno presenti: Grey-Phanters il portale degli over 50, le proposte per “viaggiare a piedi” del gruppo Le Vie Dei Canti, l’associazione Ortho–Bionomy con le Terapie Manuali tra le più antiche in esistenza, Antos produttori locali di cosmetici agli estratti di erbe e altri prodotti della natura come riso, miele e uva.

Domenica, ore 16, la presentazione del volume “Non ho l’età” Storie, scienza e speranze della nuova longevità a cura di Giangiacomo Schiavi editorialista del “Corriere della Sera” con il prof. Carlo Vergani.

 

  • Mostra: dal 26 al 27 novembre  - Orario: continuato dalle ore 10 alle ore 19
  • Ingresso Biglietto unico: 3 €
  • Tel. 0382/970525 - info@belgioioso.it

 

 

 

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