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SMERILLO (FM) E MONTI SIBILLINI 16 – 24 LUGLIO 2016 


Un festival per riscoprire sé stessi, immersi nella bellezza dei Monti Sibillini, fra spiritualità, filosofia, escursioni, poesia, laboratori e arte. Sarà per la verticalità e l'altezza vertiginosa, la vicinanza al cielo e la inaccessibilità, ma la montagna, fin dalle più antiche culture, è simbolo di perennità e dimora degli dei, luogo di rivelazione e di unione fra il cielo e la terra, via per la quale l'uomo può elevarsi alla divinità e la divinità rivelarsi all'uomo. Per l'Uomo in cerca, l'esperienza di montagna dispiega mappe esistenziali e significati simbolici infiniti. Sulla sacralità della montagna, il Festival Le Parole della Montagna con relatori di elevatissima qualità, organizza un programma poliedrico, contenitore di filosofia, poesia, arte, cinema, letteratura, teologia, ma anche escursioni in montagna e laboratori esperienziali, per offrire occasioni di riflessioni sull'Uomo e il suo cammino interiore. La scelta del luogo dove parlare di sacralità non è affatto casuale. Il Festival, infatti, si svolge Smerillo, un piccolissimo e meraviglioso borgo di 50 anime a 800 metri s.l.m, nelle Marche, in provincia di Fermo, sotto i monti Sibillini. Smerillo offre non offre nulla se non i luoghi stessi, i silenzi, gli odori, i panorami sconfinati, ma proprio per questo offre la possibilità di trovare l'essenziale. In questo contesto di straordinaria bellezza ed essenzialità, Smerillo diventa ambientazione ideale per un incontro annuale che offre la possibilità di riconnettersi con il proprio Io più profondo. L'ascesa al borgo diviene, così, simbolo di elevazione dell'anima, che abbraccia cielo e terra sentendosi ispirata dall'infinito. Il programma di ogni anno nasce dall'esperienza di un team di organizzatori, che scelgono una parola chiave, suggerita dalla montagna, su cui incentrare l'intero Festival. La parola del 2016 è VERTIGINE. A partire dalla consapevolezza che ognuno di noi vive un qualche senso di spaesamento e di inadeguatezza, l'intento è di trasformare questa sensazione in un punto di forza, facendosi aiutare da alpinisti, artisti, filosofi, funamboli, teologi, psichiatri, alpinisti e poeti. Si inizia con una escursione di due giorni sui Monti Sibillini, arricchita dalle riflessioni dell'antropologo Mario Polia, che aprirà al significato simbolico dell’elevazione, facendo di questa esperienza in montagna un’escursione-ricentramento.

Si prosegue con i Barefoot Days, di e con Andrea Bianchi, un’esperienza di cammino a piedi nudi nella natura, per la prima volta nel Centro Italia. Per la sezione cinema, il Festival propone i migliori film del Trento Film Festival, vincitori dei più prestigiosi premi, come il documentario K2 Touching The Sky e Solo di Cordata il film sull'alpinista Casarotto, ma anche Petit Bus Rouge, il delizioso film sugli irriverenti acrobati giramondo in cerca della felicità. Sulla tragica estate del 1986, si tornerà con i racconti dello stesso Kurt Diemberger, alpinista austriaco ottantaquattrenne, che parlerà anche della montagna sacra. L'esperienza funambolica, esperienza-limite per eccellenza collegata alla vertigine, sarà il punto di partenza del racconto di Andrea Loreni, filosofo-funambolo capace di "camminare nel cielo dentro la vertigine". La parte più propriamente filosofica del Festival sarà dedicata ai temi della psiche, del sacro, della scienza e del post-umano. La tensione mistica nelle religioni monoteistiche sarà tematizzata dai rappresentanti di ebraismo, islam e cristianesimo (Vittorio Robiati Bendaud, Enzo Pace, Selene Zorzi) che cercheranno di mostrare come non possa esserci tensione al sacro senza alterità. La vertigine dell'umano sarà indagata dallo psichiatra Paolo Crepet, in "Abisso e passioni". La filosofia ci accompagnerà nei remoti anfratti della "vertigine dell'amore inconfessabile", attraverso una lezione-spettacolo su Kierkegaard, curata da Cesare Catà e Pamela Olivieri e nella “voce del vuoto” con Lucrezia Ercoli. Al nodo del rapporto tra scienza ed etica risponderanno un filosofo della scienza (Giovanni Boniolo) e un teologo (Paolo Benanti), che si affacceranno "sull'orlo del futuro" per aiutarci a capire il presente. Non mancheranno l'arte e la poesia. Per la prima ci saranno a cura di Cecilia Casadei, una mostra e una istallazione artistica di Fabio Giampietro e Manuel Felisi, artisti delle vertigini. Quanto alla poesia soggiorneranno a Smerillo i migliori poeti contemporanei per condividere pensieri e versi in una agorà poetica (fra gli altri Davide Rondoni e Filippo Davoli). Le serate saranno allietate da momenti di convivialità e spettacoli come il concerto “Fado 'n blues – quando il Blues incontra il Mediterraneo” di e con Marco Poeta e Roberto Licci, fino alla “Vertigine delle emozioni” a notte fonda nel bosco di Smerillo, con la musica di Emanuele Franceschetti. I laboratori esperienziali permetteranno ai partecipanti di mettersi in gioco vivendo significativi vissuti personali, per lasciarsi attraversare dalla vertigine senza farsene possedere (meditazione steineriana, yoga, workshop con il funambolo). Anche i bambini potranno sperimentare momenti ludico-partecipativi con escursioni nei boschi in compagnia di clown e dei racconti fiabeschi di Elena Belmontesi e Alessandro Tossici. 

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