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Al Vinitaly uno stand fatto unicamente con i materiali di scarto degli altri stand 


Per chi è passato al Vinitaly si sarà accorto di questo stand.

Sono arrivati in Fiera a Verona così, con martelli, chiodi e seghetti, niente altro nelle mani ma molte idee nella testa. E con la voglia di dare una nuova possibilità di vita a materiali ormai considerati inutili e finiti per creare un allestimento a Vinitaly 2015 bello e funzionale.

 Insomma, creare lo stand della Salcheto di Montepulciano con gli avanzi della Fiera.

Un progetto solo in apparenza surreale. In realtà un pretesto per dimostrare che è sempre possibile applicare valori quali bellezza, innovazione, etica sociale e ambientale al fare impresa. Quelli che sono alla base della filosofia di Salcheto: un’azienda che produce vino ma insieme all’ambiente, con l’animo di chi vuole salvaguardarlo, non solo sfruttarlo.

La forza di questo pensiero ha unito talenti culturali eterogenei  che nei sei giorni precedenti la Fiera ha dato un corpo alle parole: dal land artist Andreco all’architetto e artigiano Jacopo Sestini, insieme al regista Marco Molinelli, alla designer Elisa Cavani ed a Michele Manelli, titolare di Salcheto e produttore di vino sostenibile. Il tutto condito da un’altra espressione di creatività, quella dello chef ed allevatore eretico Paolo Parisi, che garantisce cibo buono e sano a tutti i protagonisti di questa performance d’autore impegnati a creare uno stand mai più replicabile, un’opera d’arte unica che finirà di parlare di se alla fine del Vinitaly. 

Voi che siete passati in fiera l'avete visto? Vi è piaciuto? 

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