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In occasione della giornata mondiale dell’ambiente abbiamo fatto il nostro primo giro a Expo2015.


In una della giornate più calde di Milano abbiamo avuto modo di fare un primo giorno a Expo2015.

Abbiamo percoro in lungo e in largo il decumano passando per il cardo ad osservare la maestosità dell’albero della vita. Al tramonto non rende quanto di notte illuminato ma fa il suo effetto.
In poco più di 2 ore e sotto il caldo che non lasciava tregua siamo riusciti a vedere solo 3 padiglioni e ve li raccontiamo con le nostre impressioni.


Padiglione America.  Tema della partecipazione "American Food 2.0: Uniti per Nutrire il Pianeta"
Il Padiglione USA è basato su un concetto aperto, che ricorda le linee di un tradizionale granaio americano. Il Padiglione, al quale si accede tramite una passerella in legno recuperato dal lungomare di Coney Island, si ispira a un tradizionale granaio americano e si sviluppa su più piani. L’elemento distintivo del Padiglione è la grande ‘fattoria verticale’, da cui si otterrà un raccolto quotidiano.  Sinceramente non è chiarissimo il messaggio e se l’obiettivo è entrare in contatto con le cultuere e le realtà che ogni padiglione rappresenta questo ci è sembrato molto freddo e vuoto e la “fattoria verticale” è un pò spoglia e minimale. 
Solo dei grandi schermi che raccontano la storia americana, ogni tanto Obama appare e fa da padrone ai racconti di altre persone che si susseguono. Il tutto su 3 piani di padiglione molto impersonale e poco pregno di contenuti a nostro parere. 

Il secondo padiglione che ci ha colpiti molto invece è stato quello del Kuwait dal  titolo “ La sfida della natura” .

ll padiglione è fatto molto bene, riesce a trasportarvi attraverso prima dei video, poi un percorso olfattivo, tattile, e visivo nella storia di questo paese e nel loro impegno in ambito energetico.
L’acqua, l’agricoltura e l’energia sono le più grandi sfide che il Kuwait affronta per garantire una migliore qualità della vita in un’ottica di sostenibilità. E si percespisce tutto nel percorso di visita al padiglione.
Il racconto racconterà la storia di un paese ricchissimo di petrolio e molto povero d’acqua che ha applicato le tecnologie più avanzate per vincere le condizioni naturali avverse, basti pensare che il primo desalinizzatore è stato realizzato nel 1953 e che oggi il Kuwait ha 7 impianti che producono 1,85 miliardi di litri d’acqua al giorno.
Il Paese inoltre è  impegnato nella ricerca di sostituti naturali al petrolio (energia solare ed eolica). E anche questo è dimostrato nei plastici che hanno installato e nei racconti che potete leggere sui mega pannelli appesi.

La struttura del Padiglione richiama le imbarcazioni kuwaitiane, i Dhow, tuttora utilizzate nel Golfo Arabico. La facciata laterale presenta un esempio delle serre e dei sistemi di coltura idroponica diffusi nel Paese.
La prima sezione del percorso illustra le caratteristiche del territorio e del clima del Kuwait; nella seconda viene mostrato come lo studio e la ricerca scientifica abbiano permesso di creare un habitat ospitale e fertile; nell’ultima sezione, i visitatori possono immergersi in prima persona nella cultura kuwaitiana.
 
E quelloche trasmettono è esattamente il loro imnpegno in ambito energetico, cosi come riesocno a trasmettervi le loro tradizioni con oggetti, sapori e odori e vi emozionano con le storie delle popolazioni.
Non vi diciamo altro, vi suggeriamo di vistarlo e darci il vostro parere.

Infine abbiamo visto il padiglione zero. Anche questo vi lascerà di stucco e particolarmente colpiti e vi consgiliamo la visita.
Si trova sulla destra del Decumano e ha una grande scritta in latino che dice “Divinus halitus terrae”, cioè “il respiro divino della terra”. 

Il padiglione è stato progettato da Michele De Lucchi e realizzato dall’artista visivo Giancarlo Basili. L’idea espressa brillantemente è rappresentare nelle varie sale un viaggio attraverso la storia alimentare dell’uomo. Le stanze sono tantissime e ogni con la sua particolarità, non ve le raccontiamo dettagliatamente, dovete scoprirle e interpretarle nel percorso che i padiglione vi offre.

Il padiglione zero è infatti un vero percorso di emozione, consapevoleszza e meditazione su quello che lui è diventato il nostro pianeta. Un percorso che fa riflettere e che vi terrà in alcuni casi incollati agli schermi o a vagare per le stanze leggendo ogni cosa e ripensando alla nostra storia e come l'uomo sia intervenuto e abbia cambiato le sorti del nostro pianeta.


Dallo trovarsi in un enorme  archivio di legno, che ricorda molto una vecchia e antica biblioteca, al grande albero, alto 23 metri, che “buca” il soffitto ed esce oltre il tetto, per sottolineare il dominio della natura sull’uomo.
Passando per i semi appesi, alla sala degli animali. Si passa poi alla sala degli attrezzi, dove sono esposti strumenti e utensili, insieme a un grande mulino, utilizzati per coltivare la terra. Si passa all’epoca dell’industrializzazione dell’alimentazione, con un plastico grande circa 320 metri quadrati che mostra come l’uomo ha modificato l’ambiente circostante e ha cambiato il modo di produrre il cibo. Più avanti, nella sala della Borsa, quella che vi colpirà di più, c’è un “muro digitale” che raccoglie le fluttuazioni dei valori e il flusso senza sosta del consumo degli alimenti in tutto il mondo, il tutto insieme a tantissimi video di pubblicità di vari prodotti alimentari di ogni nazione del mondo. 
Alcune simpatiche, altre ve le ricordere, altre vi domanderete perchè sono state fatte…. 
E per finire l’ultima sala, una montagna di rifiuti,  formata dagli scarti quotidiani. La belleza di questo padiglione è proprio un tuffo nella storia dall’agricoltura all’indutrializzazione allo spreco di cibo a cui siamo arrivati.

E voi che padiglioni ci sugggerite per le prossime visite? Quali avete visto voi? Volete raccontarceli?

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