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Da quando, nel 2006, Genova è stata inserita fra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ama mostrarsi al grande pubblico e lo fa con una bellissima iniziativa che ha preso il via nel 2009: i Rolli Days, l’apertura straordinaria delle antiche dimore nobiliari del centro storico



Da quando, nel 2006, Genova è stata inserita fra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ama mostrarsi al grande pubblico e lo fa con una bellissima iniziativa che ha preso il via nel 2009: i Rolli Days, l’apertura straordinaria delle antiche dimore nobiliari del centro storico, tra l’altro il più grande d’Europa dopo quello di Venezia. L’edizione 2015, conclusasi il 2 giugno scorso, è stata particolarmente ricca e attraente, grazie all’apertura prolungata di quattro giorni e la possibilità di visitare anche le ville di campagna del Levante e del Ponente, attirando oltre 100mila visitatori. Se non eravate fra questi, vi consigliamo di non perdere la prossima edizione, perché è un’esperienza unica, al di là di ogni aspettativa, in termini di eleganza architettonica e di tesori artistici conservati, di cui fanno parte quadrerie che vantano i più grandi maestri a livello mondiale - Van Dyck, Carracci, Durer, Rubens, Veronese, Gentileschi, Guido Reni e Bernardo Strozzi solo per citarne alcuni -  oltre ad arredi barocchi, porcellane e ceramiche, argenti, lampadari, nonché decorazioni parietali con raffinatissimi stucchi e dorature rococò che confluiscono negli imponenti affreschi dei soffitti, per non parlare dei panorami mozzafiato da terrazzi e torrette, così come degli scaloni, dei cortili e delle logge che si affacciano su giardini a più livelli. Il tutto in un trionfo di bellezza da capogiro, soprattutto perché inaspettata, in una città che tende a nascondersi nell’angustia e nell'ombra dei suoi carruggi, e perché ad altissima concentrazione, in quanto racchiusa in un quartiere, formato dalle cosiddette “Strade Nuove”, il cui fulcro è rappresentato dall’odierna via Garibaldi. Caratteristiche che sono in linea con il carattere di Genova la “Superba”, i cui splendori non sono mai ostentati, ma vanno scovati, regalando la gioia della sorpresa e della meraviglia. Aperta dopo il 1550, la Via Nuova fu chiamata anche “Via Aurea” per il fasto degli edifici che vi sorsero, oltre che “Via nuova delli palazzi” finché, sul finire dell’800, fu intitolata a Giuseppe Garibaldi. A partire da questa via, lunga 250 metri, ma larga soltanto 7,5, si rinnovò l’intero quartiere per ospitare le grandi famiglie genovesi, in base al primo piano pubblico urbanistico unitario della storia europea. Ecco perché gli edifici che vi sorsero, tra la seconda parte del Cinquecento e la prima del Seicento, rappresentano un’unità stilistica e concettuale senza eguali. Ed essi furono tutti iscritti nel sistema dei rolli (così si chiamavano i registri ufficiali di alloggiamento pubblico), il che significava rientrare fra le sedi di ospitalità pubblica in occasione delle visite di Stato da parte di personalità quali cardinali, principi, viceré, governatori e ambasciatori, che contribuirono a diffondere la fama degli edifici, a tal punto apprezzati da essere ritratti da Peter Paul Rubens, la cui  raccolta di disegni fu presa a modello dalle grandi famiglie di Anversa. Sono complesivamente 42 dimore, pubbliche e private, di cui 26 visitabili nei Rolli Days. Difficile vederli tutti, ovviamente, così come è difficile fare la scelta, ma vi suggeriamo di non perdere la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, ricca di opere d’arte, oltre che di arredi, costituendo uno splendido esempio di dimora patrizia, così come Palazzo Rosso, che mantiene anch’esso il carattere di casa-museo seicentesca e che riserva dalla terrazza sul tetto uno spettacolare colpo d’occhio su tutta Genova; poi Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, interessante quest’ultimo, oltre che per la pinacoteca, per la raccolta di ceramiche; senza dimenticare il salone degli specchi a Palazzo Stefano-Balbi, Museo del Palazzo Reale, e la galleria dorata di Palazzo Tobia Pallavicini. Altro suggerimento è quello di perdersi senza meta nella rete di strade del centro, fra cui la famosa via del Campo cantata da De André, godendosi gli angoli più nascosti in cui la storia si intreccia nelle sovrapposizioni architettoniche che danno vita a un unicum a livello mondiale. Per un benessere pieno e appagante, che nutre sensi e spirito. 

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