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Giovedì 30 gennaio si è tenuto Milano un incontro organizzato da Federparchi – Europarc Italia in collaborazione con la Regione Lombardia sul tema la Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette – CETS. E noi non potevamo mancare!


L’importanza dei parchi

Eleonora Frigerio, Coordinatrice Federparchi Lombardia - Presidente Parco Regionale Valle del Lambro, ha espresso subito l’importanza dei parchi ormai diventati una realtà di assoluto rilievo per il turismo.

Agostino Agostinelli, Vicepresidente di Federparchi, Presidente Parco Regionale Adda Nord, ha spiegato il lavoro e l’impegno svolto da Federparchi attraverso tre filoni: economia verde, innovazione tecnologica e turismo sostenibile. Un lavoro che ha coinvolto le persone, la loro vita e i luoghi in cui vivono.

Il messaggio che Federparchi lancia è l’interesse a fare le cose con la natura invece che contro la natura. E il turismo sostenibile è un pezzo di questo percorso.

Con la citazione “Se vuoi vedere i fiori devi scendere da cavallo”, Agostinelli ci spiega che il modello di turismo sostenibile intelligente comporta necessariamente il rapporto con il territorio. E se non si entra il contatto con il territorio e i suoi abitanti non sarà possibile sviluppare un turismo sostenibile intelligente.

Con il dottor Bono che ha sostituito Stefania Petrosillo, Responsabile CETS Federparchi-Europarc Italia, scopriamo nel dettaglio cosa è la Carta Europea dei Turismo Sostenibile, i suoi obiettivi e la sua strategia.

Certificazione e governance

La Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS), è una certificazione e uno strumento pratico di pianificazione e governance.

Nasce allo scopo di creare uno strumento operativo e un percorso per conciliare sviluppo e conservazione del territorio.

L’obiettivo è mettere a sistema iniziative di turismo e di turismo sostenibile che già esistono, ma che spesso sono portate avanti da organizzazioni diverse che non parlano tra di loro: la CETS interviene per unirle e concentrarle con un percorso e una strategia unica.

Obiettivi e principi

Gli obiettivi di CETS sono aumentare la conoscenza e il sostegno per le aree protette europee come parte fondamentale del nostro patrimonio da preservare; migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione del turismo nelle aree protette rispettando i bisogni dell'ambiente, dei residenti, imprese locali e visitatori.

La CETS prevede la collaborazione di tutte le parti (attraverso un forum), una strategia comune e un piano d'azione quinquennale nel rispetto dei seguenti 10 principi:

1- lavorare in partnership, coinvolgere tutti coloro che sono implicati nel settore turistico dell’area protetta, nel suo sviluppo e nella sua gestione;

2- elaborare e realizzare strategia approvata e condivisa da tutti;

3- tutelare e migliorare il patrimonio naturale e culturale dell’area;

4- garantire ai visitatori un elevato livello di qualità in tutte le fasi della loro vita, elemento fondamentale per il turismo sostenibile;

5- comunicare efficacemente ai visitatori le caratteristiche proprie e uniche dell’area (web, promozioni, centri visita);

6- incoraggiare prodotti turistici specifici che aiutino a conoscere e scoprire il territorio (eventi, prodotti tipici, pacchetti turistici), ad esempio creare tour di turismo enogastronomico;

7- migliorare la conoscenza dell’area protetta e temi della sostenibilità;

8- assicurare che il sostegno al turismo non comporti costi per la qualità e vita delle comunità locali (attraverso il loro coinvolgimento e la gestione dei conflitti);

9- accrescere i benefici provenienti dal turismo per l’economia locale (promuovere i prodotti, creare nuovi lavori per trattenere i giovani sul territorio);

10- monitoraggio flussi visitatori indirizzandoli verso una riduzione degli impatti negativi (mobilità sostenibile, monitoraggio e controllo, come e se ci si muove nel parco in maniera sostenibile).

Adesione, passaggi e vantaggi

L’adesione alla carta avviene in tre fasi:

1- certificazione per l’area protetta;

2- certificazione delle imprese locali;

3- certificazione del tour operator.

E i passaggi per ottenere la carta sono i seguenti:

1- presentare candidatura a Europarc Federation;

2 creare e gestire i tavoli di lavoro con i diversi attori (associazioni, imprese, amministratori locali);

3-realizzare un rapporto diagnostico per migliorare conoscenza del territorio;

4- elaborare strategia e piano di azione quinquennale per ottenere la carta.

Sono stati presentati anche i vantaggi dell’adesione alla CETS:

  • strumento flessibile adattabile a diverse realtà e diversi contrasti ambientali socio economici;
  • base per rafforzare relazioni con comunità locali e turismo locale;
  • opportunità per influenzare sviluppo turistico ed economico area;
  • opportunità di lavorare con altre realtà nazionali ed europee e apprendere da loro;
  • utile valutazione interna ed esterna che induce nuove idee e miglioramenti;
  • maggiore credibilità per potenziare i finanziatori per i progetti di sviluppo sostenibile.

Sono quindi stati raccontati dei progetti concreti effettuati in ottemperanza della CETS.

Si è parlato del progetto Il gusto delle radici nato con l’obiettivo di creare una presenza destagionalizzata nel versante molisano del Parco e una rete di vendita dei prodotti tipici, in Belgio.

Ci si propone, infatti, di promuovere il territorio della Valle del Volturno – Mainarde Molisane presso le comunità molisane del Belgio, attraverso la programmazione di degustazioni dei prodotti locali e delle zone limitrofe (Lazio, Abruzzo) e la contestuale promozione di pacchetti turistici per visitare i luoghi di provenienza dei prodotti degustati.

Poi è stata la volta del progetto Teatro di Gioia: da 10 anni, con la direzione artistica di Dacia Maraini, si svolge a Gioia Vecchio una importante rassegna teatrale nazionale.

L’interessante progetto unisce Teatro e Turismo e propone all’interno della rassegna culturale uno specifico spazio che comunichi i temi della sostenibilità dello sviluppo e la necessità di un turismo che non sia aggressivo nei confronti delle risorse naturali.

Beatrice Zambiasi, Direttore Parco Regionale Alto Garda Bresciano, racconta invece la sua esperienza e Garda Ambiente Sport: 16 sport ecocompatibili che si possono fare nel parco.

Attraverso questo progetto si vive il parco, ma si dà anche sostegno alle forme di ricettività alternativa, promuovendo la cultura della sostenibilità e la sinergia di lavoro tra le diverse realtà (pro loco, comunità montane e così via).

Daniele Cuizzi, Responsabile CETS Sistema Oltrepò Mantovano, ha presentato un bel progetto sul percorso ciclabile dell’oltrepò mantovano, la ciclovia dei parchi: 18 punti bici, 39 punti sosta, 25 infopoint e cinque meccanici.

Non avendo strutture all’interno, sono state coinvolte quelle prossime e trasformate in infopoint, dopo aver formate le persone per diventare punti di riferimento per parco o per la riserva.

Questo progetto rappresenta esattamente il concetto della Carta Europea, ossia l’unione di diverse realtà, le sette riserve naturali che dal 2006 hanno iniziato il processo CETS mettendosi assieme per fare turismo sostenibile. L’approccio al turista è di tipo emozionale.

Expo 2015 e ABC

L’ultimo progetto presentato è stato Dall?EXPO al Po sull’ecoturismo scolastico.

L’obiettivo è arrivare a promuovere i parchi per turisti e scuole che visiteranno Expo, attraverso percorsi didattici ecosostenibili di uno o più giorni che toccano area protette, e laboratori dove sperimentare e toccare dal vivo tematiche di sostenibilità alimentare.

L’intenzione è promuovere il territorio come risorsa attraverso l’educazione ambientale e alimentare, usando A come agricoltura (comprendere l’economia locale del territorio secondo le modalità di coltivazione), B come binomio territorio di biodiversità e C come capitale umano (incontrando i testimoni di quel territorio, arti, mestieri e saperi).

Tutto questo attraverso 12 percorsi che coinvolgono aree protette, ospitalità in strutture convenzionate e attenzione alla mobilità sostenibile.

 

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