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Airbnb è una sorta di “bacheca web”, in cui vengono pubblicati annunci di privati che decidono di offrire ospitalità a pagamento, in stanze o appartamenti. In questo modo, per chi ha in programma un viaggio in Italia o all’estero, si abbattono notevolmente i costi di viaggio.


Abbiamo intervistato Andrea La Mesa, direttore generale di Airbnb Italia.

Cos’è Airbnb?

Airbnb è un mercato globale di affitti di case a breve termine, presente in 192 paesi, e permette a chiunque di affittare uno spazio proprio o un’intera casa a dei viaggiatori che provengono da tutto il mondo, rendendo l’esperienza di viaggio sicura.

Cosa vuol dire Airbnb, è un acronimo?

No, non è un acronimo, è semplicemente un nome.

Come è nata questa idea? Dove?

L’idea è nata nel 2008 a San Francisco per opera di due designer che in occasione di una conferenza in città, per la quale tutti gli alberghi erano prenotati, decisero di provare ad affittare uno spazio di casa loro, creando una prima versione di quello che sarebbe poi stato il sito; con molto stupore ricevettero numerose richieste di persone che volevano soggiornare lì. Nelle settimane successive, quindi, creano quello che oggi è Airbnb, ovvero una piattaforma che permette a chiunque di affittare un proprio spazio e a qualunque viaggiatore di prenotare con facilità e con carta di credito uno spazio ovunque nel mondo.

Quindi è rivolto a tutti? Non bisogna fare tessere associative o similari?

Sì, è rivolto a tutti e non bisogna associarsi in alcun modo. È assolutamente libero, sia per chi mette casa, sia per chi viaggia. È semplicissimo. Se, per esempio, si vuole passare un weekend a Parigi, è sufficiente cercare il nome della città, vedere tutte le case a disposizione, quindi con un click e il numero di carta di credito si prenota. Una volta giunti a destinazione, si incontra il proprietario di casa con il quale avviene lo scambio delle chiavi; da quel momento si può soggiornare nel luogo prescelto.

È un sistema sicuro, per entrambi gli utenti?

Sì. Dal punto di vista del viaggiatore, perché prima di soggiornare può leggere la lista delle recensioni; quindi se altri viaggiatori scrivono recensioni positive, sarà più facile scegliere. In aggiunta a questo, Airbnb è connesso a facebook, dunque sarà possibile controllare se amici in comune hanno soggiornato in una determinata casa e hanno lasciato recensioni. Inoltre, la transazione con carta di credito rende il tutto ancora più sicuro.

Dall’altro lato, chi mette la casa a disposizione, può vedere le recensioni riguardanti il viaggiatore, se è stato o meno un buon ospite. Dunque, le recensioni funzionano a doppio senso.

In aggiunta a questo, abbiamo un sistema di garanzia, fino a € 700.000. Qualora ci dovesse essere un danno di varia natura nella casa durante il soggiorno del viaggiatore, saremo noi di Airbnb a risarcire il proprietario.

Quindi il proprietario deve stipulare una sorta di polizza assicurativa tramite Airbnb?

No, siamo noi che garantiamo direttamente; quindi il proprietario, in caso di danno, ce lo segnala attraverso il nostro servizio supporto clienti, attivo 24 h su 24 h. A quel punto, noi contatteremo il proprietario, accerteremo il danno, e successivamente saremo noi a risarcire. Questi casi, comunque, sono molto rari.

Ma se un viaggiatore e, dall’altra parte, un proprietario di casa usufruiscono per la prima volta della piattaforma di Airbnb, non ci sono recensioni; quindi come possono entrambi trovare un riscontro?

È vero. In questo caso, è possibile per il proprietario e il nuovo viaggiatore entrare in contatto prima di accettare la prenotazione. Ci potrà essere uno scambio di e-mail o, addirittura, un contatto telefonico, che permettono di avere un’idea più precisa del viaggiatore.

Tra l’altro, il proprietario potrà leggere il profilo del viaggiatore e cosa dice di sé, se hanno amici in comune con facebook e quali sono i suoi interessi; questo aiuta a creare un po’ più di fiducia da entrambe le parti. Molto spesso la paura dello straniero è ben più grande di quello che è la realtà; si può scoprire che la maggior parte delle persone sono gradevoli e gentili.

Quindi anche una donna ha la possibilità di viaggiare più serenamente?

Sì, magari una donna può essere più selettiva, leggendo le recensioni di chi la ospita.

Perché definite Airbnb una community?

Noi diamo molta importanza all’aspetto umano del viaggio; quindi non solo affittare una casa, ma incontrare un’altra persona e creare uno “scambio” con essa. Per questo ci definiamo una community e non solo un mercato, perché vogliamo che ogni esperienza di viaggio sia unica nella location, ma anche unica nel rapporto che si crea con la persona che ospita e il viaggiatore.

Abbiamo diverse storie di persone che si sono conosciute tramite Airbnb, che ci raccontano di aver cominciato, magari, per motivi finanziari, per poter avere un reddito extra, per poi scoprire che il motivo relazionale e umano è ancora più motivante di quello finanziario.

Sapete se da queste esperienze siano nate vere e proprie amicizie?

Sì, abbiamo tantissime storie di amicizie, di amore e matrimoni che sono nati a seguito di questa esperienza di viaggio (e qui Andrea, si lascia andare in un piacevole sorriso ndr), proprio perché quando si ospita una persona si vuole anche condividere un pezzo della propria vita e poi magari si rimane in contatto con essa; oppure si va a trovare questa persona in un altro paese quando si decide di viaggiare.

Questi elencati sono, dunque, i punti di forza?

Sì.

Ci sono proprietari che offrono ospitalità in case ecosostenibili?

Sì, certo. Si possono trovare diverse tipologie di casa, a partire dall’agriturismo, fino all’igloo e alla casa sull’albero; c’è una forte attenzione anche al design. Certi tipi di case sono progettate in sintonia con l’ambiente e, a volte, uniche nel loro genere.

Come si capisce se è una casa ecosostenibile?

Nella scheda di descrizione il proprietario è orgoglioso di indicarlo.

Tu sei molto giovane, quanti anni hai?

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Sei anche molto giovane per il ruolo che hai nella società. Come mai sei venuto in contatto con Airbnb?

Ero a San Francisco e ho trovato ospitalità tramite Airbnb. Mi sono innamorato di questa idea, ho voluto conoscere i ragazzi fondatori di Airbnb e nel giro di pochi giorni ho deciso che volevo portarla in Italia.

Sono giovani anche i fondatori?

Hanno la mia età.

Come guadagna Airbnb?

Quando una persona mette a disposizione casa propria, può decidere un prezzo che ritiene opportuno. Airbnb prende una commissione, dal 6 al 12 %, che si aggiunge al prezzo chiesto dal proprietario. Il viaggiatore, quando prenota, ha il dettaglio delle voci che sta pagando.

Esiste una sorta di tariffario che Airbnb consiglia al proprietario di casa?

No, siccome siamo in un mercato libero, ogni proprietario può definire il prezzo che ritiene più opportuno; può anche essere che il prezzo vari secondo della stagione. C’è la più totale libertà delle parti di trovare un accordo.

 

 

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