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Informazioni

Sembra incredibile: dal livello 0 del lago si sale fino a 1800 metri di altezza. Si passa così dalla macchia mediterranea, nell'area appena sovrastante il lago, alla fauna dolomitica nelle sue radure in quota. Una combinazione geomorfologica unica, che lo rende il posto con la più alta biodiversità in Europa.

Custode di reperti geologici e preistorici di raro interesse, testimone dei grandi eventi che hanno segnato la storia e oasi naturalistica intatta, il Monte Baldo è una montagna veramente unica e per questa sua particolarità si è guadagnato l’appellativo di “Giardino d’Europa”, vero anello di congiunzione delle Alpi con il Mediterraneo.

Dal punto di vista botanico e faunistico l'area è ricchissima di specie: basti pensare che metà delle orchidee che si trovano in Italia, sul Baldo c’è tutta. Così anche la metà delle farfalle.

Questo dal punto di vista naturalistico.

Dal punto di vista sportivo non è un’esagerazione dire che il Baldo è il paradiso del trekking e della mountain bike. Dalla sua sommità partono una serie di percorsi per escursionisti esperti e famiglie. Non da poco tutta l'area è rilevata GPS.

L'escursionismo in bicicletta qui è un must. Ma serve gamba, molta gamba.

Così, per far fruire il territorio in maniera accessibile al maggior numero di persone, è nato il primo Green Bike Park in Italia che offre la possibilità di fare escursionismo in MTB grazie all'ausilio di mountain bike a pedalata assistita (Scott E-Aspect). Un'idea nata per promuovere l'uso della bici anche a persone non particolarmente allenate.

Gli itinerari studiati dall'Associazione Ciclone ASD sono tre, tutti con partenza dalla stazione di arrivo della funivia. Si va da quello breve, di 10 chilometri, fino a quello di 60, che impegna per tutta la giornata.

Il primo “Panorama Mozzafiato” si sviluppa lungo la strada sterrata che dal baldo scende a Bocca di Navene. Il secondo è il “Giro delle Malghe”, la proposta intermedia, che prevede 40 chilometri, con una tappa significativa all'orto botanico di Novezzina. Il più lungo è il “Corno della Paura”. Si arriva al Passo San Valentino pedalando sulla strada Graziani per farvi ritorno dopo aver raggiunto Polsa, percorrendo anche un tratto del sentiero di guerra al Corno della Paura, che si affaccia sulla Valdadige.

Tutti i tre i percorsi sono affrontati con il supporto di guide preparate e certificate.

Per informazioni e prenotazioni:

Davide Carton (Associazione Ciclone ASD), guida e coordinatore: +39 349 6848172.

 

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