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Informazioni

Dopo il grande successo di pubblico riscosso dalla mostra su Toulouse Lautrec, il Museo AMO di Verona, ospitato nella cornice prestigiosa di Palazzo Forti, in Via Achille Forti, propone al vasto pubblico di appassionati di arte moderna e contemporanea un altro autore eccentrico e complesso. Stiamo parlando di Fernando Botero, colombiano di Medellín, secondo comune più popoloso dopo la capitale Bogotà. Nato nel 1932, Botero dimostra sin dall’età di 16 anni, quando esibì per la prima volta i suoi disegni, di possedere un grande talento unito ad una visione del mondo diversa rispetto ai canoni tradizionali. Ancora oggi si fatica ad inserire le sue opere entro dei generi ben definiti, anche se molto hanno certamente risentito dell’influenza dell’espressionismo e del figurativismo.

Nei suoi quadri Botero ama rappresentare persone del popolo, dai matador al pubblico di uno spettacolo circense, passando per vescovi e famiglie della borghesia colombiana.

In ognuno di essi, l’artista si limita ad una rappresentazione esente da giudizi di carattere morale e psicologico, quasi che non gli appartenessero. Egli si limita a farli vivere attraverso il segno e il colore, ma poi se ne distacca, lasciando a noi il compito di giudicarli. Questa apparente freddezza si nota bene negli sguardi, spesso vacui e fissi su un ideale punto in lontananza, e sulla quasi totale assenza di movimento. Botero rifiuta persino l’idea di aggiungere delle sfumature che possano suggerire l’ombra, perché, a suo modo di vedere, “sporcherebbe il colore”.

Un genio a 360 gradi

Il genio poliedrico colombiano non si limita solo alla pittura. Botero è infatti anche un apprezzato scultore, sia in patria che all’estero, e le sue creazioni sono ospitate in diversi musei. Artista generoso, Botero ha sempre mantenuto un legame particolare con la sua terra: molte delle sue opere si trovano infatti nel Museo Botero di Bogotà, opere che l’artista stesso donò insieme ad altre che facevano parte della sua collezione privata. I curiosi potranno vederne una cinquantina dal vivo, nel Museo AMO di Verona, a partire dal prossimo 21 ottobre. Gli orari varieranno, così come le tariffe, ma sarà possibile ottenere degli sconti speciali nel caso si faccia parte di gruppi, si sia studenti o pensionati. Per maggiori informazioni visita la pagina ufficiale dedicata alla mostra.

 

 

Dormire

Come raggiungere la mostra

Raggiungere il museo è semplicissimo: basta scendere alla Stazione di Verona Porta Nuova, e da lì prendere uno dei numerosi autobus che procedono in direzione della Chiesa di Santa Anastasia o del Ponte di Pietra, entrambi molto vicini alla sede di Palazzo Forti. Nel caso si volesse proseguire la visita della città anche nei giorni successivi alla visita della mostra, si consiglia di scegliere un hotel a Verona in una posizione strategica, possibilmente semi-centrale, da dove poter raggiungere in tutta comodità i vari siti di interesse. Per farlo si può fare una ricerca sul sito di Hotels.com.

Per concludere, la mostra di Botero si articola in otto sezioni, ognuna delle quali ruota intorno ad un tema specifico, che sono: Sculture, Versioni da antichi maestri, Nature morte, religione, politica, vita latino-americana, nudi e circo. Insomma, gli ingredienti per una mostra di successo ci sono tutti.

 

Mangiare

Sosta mangereccia

Prima o dopo aver visitato la mostra, consigliamo di effettuare una sosta in uno dei tanti ristoranti vegetariani della città. A una distanza a piedi di circa 20 minuti dal museo, nello Stradone Scipione Maffei, si trova il Ristorante Flora, che offre nel suo menù tante prelibatezze a base di legumi, cereali e vegetali.

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