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Informazioni

Si trova in fondo alla valle di Saint- Barthélemy, in posizione baricentrica rispetto al Santuario di Cuney, all’osservatorio astronomico della Valle d'Aosta, alla grotta della La Borna di Ciove, al lago di Luseney.

È il luogo ideale per passare qualche giorno di relax tra i boschi e i pascoli alpini ed è uno dei posti tappa più belli sul Tour dei Laghi, il trekking che unisce tre valli della Valle d’Aosta e cinque rifugi.

Da Praz al Rifugio Magià

Nel villaggio di Praz manca al momento un ampio parcheggio comunale. Consiglio di lasciare l’auto nel parcheggio del villaggio di Baravex. Si aggiungono 400 metri di camminata su asfalto ma si passa vicino a tre interessanti costruzioni: una cappella ben conservata e un rascard ed un grenier che avrebbero bisogno urgente di un restauro appassionato.

Dopo il villaggio di Praz la strada asfaltata prosegue ancora per un pezzetto. Il segnale di divieto di transito non permette ai turisti di percorrerla in auto: tutti i mezzi non a motore sono però bene accetti.

Al primo tornante si abbandona l’asfalto per un piacevole sentiero che si inoltra tra i prati. Con un po’ di fortuna si possono incontrare dei caprioli al pascolo.

Si attraversa una macchia di conifere poi si lasciano i piccoli sentieri tracciati dalle mucche e dirigendosi per pochi minuti a monte si arriva sull’ampia mulattiera che sale dolcemente sul limitare del bosco verso l’Alpe Vallochère.

Qui si incontra il primo tratto della pista di fondo: la pendenza è dolce, il fondo è inebito.

Si passa a monte dell’alpeggio poi si scende dolcemente verso Champlaisant tra due colonnati di larici e abeti.

Alle spalle dell’alpeggio una breve salita porta alla Cappella di Champlaisant. Sulla facciata è stata dipinta la Madonna. In alto una colomba rappresenta lo Spirito Santo.

Si attraversa il torrente Saint-Barthélemy su di un ponticello in legno. Subito dopo il sentiero sale ripido sulla destra in mezzo ad un piccolo canalone.

Chi preferisce una pendenza più dolce puo seguire la pista che sale sulla sinistra e che si ricongiunge al sentiero alle spalle della collinetta.

Poco più avanti è interessante ossevare il piccolo canale irriguo (chiamato ru in Valle d’Aosta, bisse in Svizzera) sostenuto da due piloni di pietra posata a secco che un tempo serviva all’irrigazione di questo fazzoletto di terra. Su ogni pilastro sono incastrati dei gradini a sbalzo.

All’altezza dell’Alpe Vayoux sono stati costruiti due  paravalanghe in pietra molto simili a quelli che si trovano nella valle di Gressoney. Dall’altra parte del torrente ci sono i praravalanghe nuovi, in legno.

Ormai in vista del Rifugio Magià non resta che risalire dolcemente l’ampia conca colorata dalla flora alpina.

Pochi passi oltre il ponte si lasciano gli scarponi per le ciabatte del rifugio e si poggia il cappello sul’originale attaccapanni costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno.

Il parcheggio di Baravex a 400 metri dalla partenza dell'itinerario per il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.

Il parcheggio di Baravex a 400 metri dalla partenza dell’itinerario per il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

Capriolo (Capreolus capreolus) fotografato a fine aprile salendo al Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.

Capriolo (Capreolus capreolus) fotografato a fine aprile salendo al Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

La cappella di Champlaisant a fine aprile - Foto di Gian Mario Navillod.

La cappella di Champlaisant a fine aprile – Foto di Gian Mario Navillod.

La Madonna di Champlaisant - Foto di Gian Mario Navillod.

La Madonna di Champlaisant – Foto di Gian Mario Navillod.

La pista di fondo sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.

La pista di fondo sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

Il ponte sul torrente Saint-Barthélemy sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.

Il ponte sul torrente Saint-Barthélemy sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

Rovine di un ru (un piccolo canale irriguo) sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.

Rovine di un ru (un piccolo canale irriguo) sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

I vecchi paravalanghe in pietra dell'Alpe Vayoux - Foto di Gian Mario Navillod.

I vecchi paravalanghe in pietra dell’Alpe Vayoux – Foto di Gian Mario Navillod.

L'attaccapanni del Rifugio Magià costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno - Foto di Gian Mario Navillod.

L’attaccapanni del Rifugio Magià costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno – Foto di Gian Mario Navillod.

Mangiare

Ottima la cucina di Manuela: ho assaggiato la pastasciutta vegana e i gnocchetti di patate fatti in casa al Bleu d'Aoste, tutti e due eccellenti.

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