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Un itinerario alal scoperta dei tesori custoditi ai piedi del maestoso Forte di Bard in Valle d'Aosta, tra borghi medievali, antiche strade romane ed ecomusei che raccontano la vita di una volta.

Se vi state chiedendo cosa potete vedere a Bard in Valle d'Aosta e nei suoi dintorni oltre al maestoso Forte, non perdetevi questo itinerario!

La rocca di Bard ha da sempre costituito un passaggio obbligato per entrare in Valle d’Aosta e nel corso dei secoli è sempre stata oggetto di fortificazioni. Ai piedi della rocca i Romani costruirono un tratto della Strada Romana delle Gallie, tratto sul quale oggi sorge il borgo medievale. 

In epoca medievale sulla rocca c’ era un castello, proprietà dei potenti Signori di Bard, che dall’alto della rocca controllavano gli accessi alla Valle e riscuotevano i pedaggi da tutte le carovane in transito nel sottostante borgo. Il castello venne conquistato nel 1242 dai Savoia che lo mantennero nel tempo armandolo e fortificandolo, ciò nonostante il castello non fu mai assediato fino all’arrivo di Napoleone nel 1800.

Durante la Campagna d’Italia il generale francese passò dalla Valle d’Aosta coi suoi 40.000 soldati dell’Armata di Riserva con l’intento di raggiungere la Pianura Padana. La spedizione proseguì spedita fino a Bard, dove una sparuta guarnigione austro – piemontese di 400 soldati riuscì a fermare l’avanzata francese per ben 15 giorni solamente sfruttando la posizione strategica della rocca. Napoleone superò il baluardo di Bard con l’ingegno e riuscì così a raggiungere la pianura. Il Generale francese non si dimenticò però del “vilain castel de Bard” e durante il suo ritorno in Francia ne ordinò la completa distruzione.

Il forte attuale è una fortificazione ottocentesca, voluta dal Re di Sardegna Carlo Felice ed inaugurato nel 1838 dal Carlo Alberto.

Il borgo  è testimone delle varie vicende stioriche che hanno coinvolto la rocca di Bard e consta di  numerose case monumentali di epoca medievale, tutte riconoscibili per dettagli di pregio quali stemmi araldici e finestre a crociera o a bifora.

Casa Nicole risalente alla seconda metà del Settecento,  al suo interno vi è uno scalone in pietra lavorata con volte a crociera ed una cappella in stile barocco. L’intonaco riporta ancora i segni della battaglia contro Napoleone lasciati dai colpi provenienti dal castello fortificato a difesa della porta occidentale.

In seguito si incontra Casa Valperga, che si ritiene essere stata l’abitazione di Flaminio Valperga,  governatore del presidio di Bard a inizio XVI secolo. Lo stemma sabaudo e quello del casato Valperga campeggiano sulla facciata.

Casa Challant, col suo ampio cortile e la forma a ferro di cavallo dell’edificio è un chiaro rimando al bel Castello di Issogne. la casa risale allo stesso periodo del Castello, quando Giorgio di Challant costruische per il nipote Filiberto una residenza adeguata al suo rango. Dei 16 Conti di Challant, numerosi furono i castellani di Bard che risiedevano proprio in questo edificio.

Di fronte una bella fontana in pietra, con incisa la data 27 maggio 1598 risulta essere la più antica della Valle d’Aosta!

Si prosegue fino a Casa della Meridiana e alla vicina Casa del Vescovo, così chiamata perche secondo la leggenda qui si rifugiò un Vescovo in fuga da Alba nel Settecento.

Sulla piazza incontriamo un grande edificio che in epoca medievale ospitava un ospizio che dava ospitalità a pellegrini e viandanti. L’edificio attuale, risalente all’Ottocento , è titolato a Stendhal, il famoso scrittore francese che nel suo romanzo autobiografico Henry Bayle racconta proprio dell’assedio di Bard da parte delle truppe napoleoniche. L’autore infatti all’epoca era un giovane soldato arruolato tra le file dell’Armata di Riserva francese.

La passeggiata continua in direzione di Donnas dove una deviazione ci farà passare accanto all’antica strada romana delle Gallie, che qui ha lasciato pregevoli resti archeologici.

Il paese ci accoglie con uno spettacolare tratto della Via delle Gallie, dove i Romani hanno sfidato la natura intagliando la roccia viva. Qui i Romani hanno scalpellato 200 metri di duro granito per poter ricavare la sede stradale e a testimonianza dell’opera ardita ci hanno lasciato un pregevole arco che nel corso dei secoli ha costituito la porta di ingresso occidentale del borgo medievale.

Dopo aver superato la pittoresca chiesetta di Sant’Orso, si raggiunge l’incantevole borgo medievale, fondato nel 1176 ci accoglie con la sua quiete. Al suo interno il viaggiatore più attento può scorgere portali in stile gotico, finestre a crociera e affreschi.

Tra gli edifici di maggiore pregio vi sono il palazzo Enrielli, col suo bel portale a chiglia rovesciata, le feritoie e la torre circolare che nasconde un bel viret.

La Zecca, un edificio ricco di storia che ha visto al suo interno sorgere la prima zecca della Valle d’Aosta nel lontano 1339.

Casa Jacazio Salamano con un bell’affresco raffigurante la Madonna che osserva il Bambino, circondata da un’ampia cornice e suggellata da uno scudo sabaudo ed una scritta in caratteri gotici.

La giornata si conclude con la visita dell’Ecomuseo della Vite e del Vino testimone della viticoltura eroica che da secoli si pratica a Donnas dove la produzione e la commercializzazione del vino sono oggi anche il veicolo per la valorizzazione dell’intero territorio.

Infine si visiterà L’ecomuseo Latteria di Treby. L’edificio era sede della Confraternita dello Spirito Santo dal 1012 fino al 21 maggio 1902, data in cui la latteria sociale di Treby ne acquista i locali. La latteria aveva lo scopo di organizzare i produttori di latte vaccino, che conferivano il loro prodotto, poi trasformato in formaggi dai casari. La latteria restò attiva fino al 1980, data  in cui la società venne sciolta.

 

 

 

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