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Informazioni

Se volete cenare in un rifugio, dove il panorama è mozzafiato, il silenzio è assoluto e la luna illumina la neve, occorre prenotare. La salita al rifugio si fa, di solito, in motoslitta e la discesa a volte in slittino oppure a piedi. Il menù dei rifugi è tipico, l’atmosfera memorabile.

Partendo, per esempio dalla Baita Caserina a Tesero, per raggiungere la quale si sale da Pampeago. Il menù chilometri zero offre, tra le altre pietanze, selvaggina, canederli e strudel. Qui si gustano i prodotti di eccellenza e le antiche ricette della Val di Fiemme fra le opere di land art (forma d’arte contemporanea caratterizzata dall'intervento diretto dell'artista sul territorio naturale ndr), fotografate da Eugenio Del Pero. La Baita, infatti, ospita la mostra permanente della galleria d’arte a cielo aperto RespirArt di Pampeago che crea opere, d’estate e d’inverno, con elementi naturali. Le installazioni artistiche vengono affidate alla natura proprio nelle vicinanze di Baita Caserina. Per il dopo cena sulle mensole del rifugio sono pronte una ventina di ricercate grappe insolite. 

L’andata e il ritorno si fa in motoslitta. Chi vuole può scendere anche a piedi e dalla baita impiega circa 25 minuti, ma ricordatevi: la discesa è piuttosto impegnativa.

Info: Cell. 338 5440236

Meglio ben accompagnati

Per chi preferisse essere guidato alla scoperta della val di Fiemme, l’associazione Sentieri in Compagnia propone passeggiate a piedi nei boschi innevati, visite ai Presepi di Tesero e nelle botteghe artigiane, dove scoprire anche l'arte di creare strumenti musicali con i pregiati abeti di risonanza di Fiemme, escursioni e pranzi in malga e serate tipiche con ciaspolate sotto le stelle ascoltando le antiche storie del bosco. Inoltre, l’associazione accompagna piccoli gruppi a scoprire come si produce la grappa, gustandone profumi e sapori.

Guido cell. 340 8415124 - Elena cell. 349 7344323

Per conoscere tutte le offerte, dalla prima neve alla settimana bianca:

APT Val di Fiemme 

tel. +39 0462 341419 - +39 0462 241111

 

 

Dormire

A Tesero si trovo il nuovo B&B Dòro.

Mangiare

Al Rifugio Dosso dei Larici, Nonna Anita offre una cucina tipica, genuina e dai sapori intensi, improntata sulle specialità fiemmesi e trentine. Da non perdere la gustosa ed esclusiva Polenta del Nonno Diego: il segreto della ricetta sta nel mescolare varie tipologie di farine affinché il gusto sia inconfondibile e irresistibile al palato. Per raggiungere il Rifugio Dosso dei Larici, a quota 1200, è possibile salire sulla cabinovia dell’Alpe Cermis sia dal centro di Cavalese sia dalla stazione di fondo valle. Poiché la pista Olimpia 3 è aperta e illuminata anche di notte (ogni mercoledì, venerdì e domenica dalle 19.30 alle 22.30), per tutto l’inverno sarà possibile programmare una cena nel rifugio con un’emozionante discesa sugli sci al ritorno.

Info: tel. +39 0462.235411; mob.+39 333 7236155

Per il Rifugio La Morea la partenza è da Castelir, a Bellamonte. La salita si fa in motoslitta e in quattro minuti si è in baita. La gestione offre un pacchetto tutto compreso: trasporto e menù fisso per la cena. Il menù comprende una nutrita serie di assaggi di minestre, primi e secondi. Tante portate tutte insieme. Si può scendere in motoslitta oppure con gli slittini, la pista è parzialmente illuminata. Anche la discesa a piedi è piuttosto facile, in una ventina di muniti si ritorna.

Info: mob. +39 348 5800209

Consigli in Zona

Fiemme è la meta ideale per escursionisti e amanti della natura, sia per chi desidera fare snow-walking, la camminata nordica nella neve, sia per chi preferisce le racchette da neve e le pelli di foca. Sono particolarmente emozionanti le camminate al chiaro di luna con le racchette da neve e le discese notturne in slittino dai rifugi o lungo la pista illuminata di Obereggen. 

La foresta dei draghi

I bambini, ma non solo, saranno affascinati dalle tracce che i draghi hanno lasciato fra le Dolomiti del Trentino. Siamo a quota 1650, all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardoné, nel paesaggio fiabesco del Latemar. L’avventura inizia subito viaggiando nelle cabine che riproducono i magnifici e misteriosi esseri alati

Dal 30 novembre la Foresta dei Draghi sarà aperta anche durante la stagione invernale. Camminando lungo il percorso ad anello dedicato ai draghi, fra abeti e larici, i bambini scoprono uova di draghi, ali che emergono dalla neve, misteriose “arcofalene” (le farfalle amiche dei draghi) sospese fra i rami, un pozzo magico, alberi cavi, ma anche incisioni nella roccia che annunciano il ritorno sulla Terra dei dominatori del cielo. 

L’artista Marco Nones ha creato un Nido di Drago, alto cinque metri, posato fra le radici di tre alberi rovesciati. L’artista Elio Vanzo ha realizzato la statua di un misterioso drago avvolto a un albero. Ma il percorso mostra altre opere di land art, quelle progettate dagli studenti di seconda e quinta dell’Istituto d’Arte Soraperra di Pozza di Fassa, durante l’anno scolastico 2010-11. Un impegno che ha permesso alla società Latemàr di Predazzo e all’Istituto d’Arte di ottenere il premioScuola e industria lavorano in partnership promosso da Confindustria e dalla Provincia di Trento. Tutte le opere di land art sono create con i doni del bosco (rami, pietre, ceppi) in modo che la natura le possa plasmare fino a riprendersele. Le famiglie potranno scoprire la Foresta del Draghi con le Avventure cerca draghi: si tratta di quattro giocolibro che invitano a conoscere le abitudini e i desideri dei draghi Rogos, Rametal, Zoira e Kromos.

Latemar 

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