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Informazioni

In sintesi, la percorrenza della dorsale interna è di circa 50 km che possono essere divisi in più tappe, consigliamo, di dividere il trekking ideale in almeno in sei tappe. La suddivisione in tre settori può essere la seguente (tempo di percorrenza complessivo di 22 ore: 1 tappa: Cavo-Casa Marchetti 20 Km in 8h20m; 2 tappa: Casa Marchetti-Procchio 14 Km in 5h10m; 3 tappa: Procchio-Pomonte 16 Km in 8h30m.

1° giorno. Arrivo nel pomeriggio con la nave a Cavo. Il piccolo borgo sul mare rappresenta l’estrema punta a nord est più vicina alla terra ferma, infatti dista solo mezz’ora di mare da Piombino, porto d’imbarco per l’Elba. Una breve escursione lungo mare verso l’agriturismo che ci ospiterà per la notte. Il piccolo ristoro dell’agriturismo è l’ideale per la cena al tramonto. Sistemazione nelle camere e pernottamento.

2° giorno. Di buon mattino colazione e inizio della prima giornata di escursione, impegnativa. Itinerario consigliato: Cavo – Monte Grosso – Monte Strega – Monte Capannello – Cima del Monte – Monte Castello
– Porto Azzurro. Descrizione indicativa percorso. Si parte da Cavo (mt 2 slm), il paese Elbano più vicino al continente, ed iniziamo a salire in direzione di Monte Grosso percorrendo un sentiero circondato da piante di cisto e rosmarino. Arrivati sulla vetta di Monte Grosso (mt 348 slm), dove si trova ancora ben conservato "Il Semaforo", un'importante postazione militare di vedetta usata dai soldati italiani durante l'ultima guerra mondiale, ci si trova davanti ad un
panorama superbo, ad est il paese di Cavo, i tre isolotti posti tra l'Elba e il continente: Topi, Palmaiola e Cerboli e, oltre il canale di Piombino, la costa italiana; ad Ovest tutto il lato Nord della costa Elbana. Dopo essere scesi dal lato occidentale di Monte Grosso circondati da una lussureggiante vegetazione, attraversiamo la Valle delle Fiche per poi salire, ripidamente, sul panoramico Monte Strega (425 slm) dalla cui vetta si possono osservare le miniere di ferro sottosanti. Continuando lungo il panoramico sentiero di cresta in un susseguirsi di piccoli saliscendi, arriviamo sul culmine di Monte Capannello (mt 406 slm), punto di osservazione ideale sulle baie di Bagnaia e Nisporto oltre che sul sottostante paese di Rio Elba. Il sentiero ci porta fino alla pineta delle Panche (mt 325 slm) da dove iniziamo a salire in direzione della vetta più alta della giornata: Cima del Monte (mt 516 slm). Una volta raggiunta la vetta il panorama è maestoso, si domina tutta L'Elba Orientale e in particolare il castello del Volterraio e la baia di Portoferraio. Scendendo sempre con il mare sui due lati del sentiero arriviamo alla Piana della Principessa (mt 339 slm), importante sito archeologico, per poi risalire su Monte Castello (mt 389 slm) ed ammirare la sottostante valle del Monserrato con il suggestivo santuario spagnolo ed il paese di Porto Azzurro, dominato dalla settecentesca fortezza di San Giacomo.
Scendendo, lasciamo le suggestive rocce rosse della dorsale Orientale e dopo aver attraversato oliveti e vigneti, entriamo nell'abitato di Porto Azzurro (mt 1 slm) dove termina la prima tappa. Se volete possibile visita alla suggestiva cantina locale con degustazione. Disl 675 m; distanza: 18 km, tempo: 6 h Ci fermiamo per la notte a Porto Azzurro. Molte possibilità per scegliere la cena, la bella piazza sul mare e le piccole via interne del paese offrono un’ampia gamma di osterie e ristoranti. In hotel per il pernottamento.

3° giorno. Itinerario consigliato: Porto Azzurro – Monte Orello – Molino a Vento – Procchio. Descrizione indicativa percorso. Da Porto Azzurro ci riagganciamo alla GTE, proseguiamo per vigneti e campi coltivati fino a giungere a casa Marchetti. Attraversiamo pinete e saliamo sulla sommità del Monte Orello dove si possono osservare postazioni militari. Scendiamo per andare ad intercettare una strada militare per il colle Reciso: siamo nella parte centrale dell’isola.
Proseguiamo per creste che culminano nel Monte San Martino. Proseguiamo per la folta macchia con corbezzoli, scope e lecci fino ad incrociare la strada provinciale in località Marmi che ci porterà al nostro albergo a Procchio. Cena e pernotto.Disl 850 m; distanza: 19 km, tempo: 6/7 h.  Per la cena ci possiamo fermare a Pocchio, in prossimità della spiaggia ci sono molti ristoranti e anche in questo caso avete la possibilità di scegliere tra diverse opzioni. Poi in hotel a Procchio per il pernottamento.

4° giorno. Itinerario consigliato: Procchio – Monte Perone – Monte Maolo – Pomonte Descrizione indicativa percorso. Da Procchio ci immettiamo lungo la GTE. Dopo avere percorso una larga sterrata, sale ripidamente per sentiero a tratti invaso dalla fitta vegetazione mediterranea. Quindi giungiamo, in una pineta, sulla sommità del Monte Perone (630 m). Proseguiamo lungo il sentiero denominato “Il Santuario delle farfalle. Ci imbatteremo nel primo caprile (tipico ricovero pastorale detto anche domolito) e giungeremo sulla vetta del Monte Maolo (750 m). Proseguiamo per aree aperte con fioriture di giglio rosso di San Giovanni e di tulipano selvatico per entrare dentro un bosco di Lecci e castagni con esemplari di tasso, ricomincia la pineta e finalmente raggiungiamo il Malpasso. Da qui inizia il ripidissimo sentiero, in parte dotato di un corrimano di ferro, che, su uno splendido granito, porta in vetta al Monte Capanne (1019 m). Lo percorreremo solo in caso di ottime condizioni meteorologiche. La vista che si ammira dal Monte Capanne è di quelle che lasciano un ricordo indelebile. La sensazione è quella di trovarci in alta montagna tra il granito dei 4000 delle Alpi. Scenderemo, quindi, per la via normale per ritornare al Malpasso e proseguire lungo la GTE. Oltrepassiamo il Monte Capanne verso ovest in un ambiente completamente diverso da quello che abbiamo appena lasciato: dalle rocce di granito e i boschi passiamo alla bassa vegetazione mediterranea che ci dà la sensazione di stare ai confini dell’Italia. Gli spazi aperti sono enormi, scendiamo con la vista su Montecristo, Pianosa, la Corsica ed il mar Mediterraneo. Proseguiamo per cresta, incontriamo una serie infinita di muretti a secco e caprili ormai abbandonati, segno di una civiltà contadina ormai perduta, per arrivare, dopo una straordinaria traversata a Pomonte. Disl 1150 m; distanza: 20 km, tempo: 7/8 h Piccolo borgo incastonato nelle scogliere granitiche, qui ceniamo e pernottiamo in una delle pensioni a conduzione familiare, in ambiente tranquillo ed informale.

5° giorno. Itinerario consigliato: Pomonte – San Bartolommeo – Madonna del Monte – Marciana. Descrizione indicativa percorso.Prendiamo il sentiero che sale rapidamente verso il colle di San Bartolomeo. Si prosegue a mezza costa lungo una mulattiera sul versante nord del monte Capanne, appare l’iso la di Capraia e, dopo vari saliscendi, si arriva al santuario della Madonna del Monte, dove sostò Napoleone Bonaparte. Si percorre a ritroso la Via Crucis che porta al Santuario giungendo all’ultimo abitato che segna anche la fine del nostro trekking: il paese di Marciana immerso in un bosco di castagni. Rientro a Portoferraio in bus di linea.
Disl 750 m; distanza: 12 km, tempo: 5/6 h Giunti a Marciana, caratteristico borgo medievale ai piedi della vetta di Monte Capanne, prendiamo il bus di linea per Portoferraio. La cittadina rinascimentale vi accoglie tra le sue fortificazioni possenti, qui ceniamo e pernottiamo.

6° giorno. Abbiamo tempo per la visita della città rinascimentale di Portoferraio. Un bel trekking urbano tra le possenti fortificazioni medicee, fino a raggiungerne la spettacolare sommità, Forte Falcone, dove è stato allestito un interessante Museo della Città. Partenza dell’isola in base all’orario del traghetto e al vostro itinerario di rientro a casa.

Dormire

Il nostro circuito di case per vacanze, piccoli hotel a gestione familiare, bed 6 breakfast, saprà rispondere alle vostre esigenze e al nostyro itinerario di visita.

Mangiare

Grazie alla completa esperienza del territorio e alla collaborazione con il consorzio Elbataste, possiamo proporvi degustazioni, pranzi e cene, in locali autentici e specializzati nella preparazione delle poietanze locali, prodotti a km zero e esaltanti interpretazioni della cucina mediterranea ed insulare. 

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