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STORIE DELLO XIXUAU - Parte 1

Regina Nadaes Marques

Domani prestissimo sarò in aereo da Milano a Manaus, da la partirà la barca "Certezza", che mi porterà fino alla comunità Xixuau-Xiparina, nel cuore della Foresta Amazzonica, in Brasile. Due giorni di navigazione, e arriverò in un posto che immagino sarà molto diverso da tutto ciò che ho visto fino ad oggi. Ci vado come volontaria per un’associazione che ho conosciuto a Milano. Io, brasiliana trapiantata in Italia, torno al mio Paese per mano di un’associazione del Paese che mi ospita da più di vent’anni. Non so bene cosa mi aspetta ma sono molto curiosa per questo mese di immersione nella giungla e fra persone nuove che conoscerò.

A Manaus il caldo è indescrivibile. Dopo lunghi preparativi la “Certezza” finalmente riesce a salpare alle 6 del pomeriggio. E' già buio, nel programma: caipirinha, cena, montare le amache, leggere e dormire.

Durante il viaggio il paesaggio è fatto di alberi e ancora alberi, ogni tanto uccelli, tucani, delfini grigio-rosa. Cieli incredibili. A volte si naviga in mezzo al fiume, a volte sfiorando la riva, secondo la corrente. L’acqua è color coca cola. Vedo isole e isolotti, stiamo attraversando il secondo più grande arcipelago fluviale del mondo, e il primo è comunque qui in Amazzonia. Imparo un sacco di cose da Kleber, Marina, Jo, Robert, Barry e Manu, compagni in questo viaggio. Ognuno ha un motivo per essere qui ora, ognuno ha mille storie da raccontare. Si parla inglese, italiano e portoghese.

Il viaggio è lungo, siamo partiti martedi alle 18, si arriva a destinazione giovedi alle 12. La comunità è piuttosto povera, le case sono di legno su palafitte. Centinaia di farfalle gialle girano dappertutto, è come una visione del paradiso. Noi visitatori siamo alloggiati in una capanna circolare, ogni stanza è uno spicchio del cerchio. La mia stanza, tutta per me, è enorme. Niente zanzariere, niente zanzare, mi dicono, e anche se sono piena di segni sulle gambe non sento niente. Dormo strabene, non fa per niente caldo di notte. I pasti sono buonissimi, si mangia riso, fagioli, verdure, sempre con pesce appena pescato: pacupiranha surubim, tutti quanti leggeri ma saporiti!

Oggi ho fatto una passeggiata in canoa nell’igapo, la foresta parzialmente allagata. Non so come descrivere le sensazioni e le emozioni di questa esperienza. Tutti i sensi sono presenti e vengono stimolati. I giochi di luce del sole creano opere d’arte con i colori della foresta, gli specchi d’acqua creano sculture che si muovono leggermente mentre la canoa scivola sul fiume. Sono molti i profumi ed è immensa la varietà di alberi e piante. Il silenzio all’interno dell’igapo è interrotto dal delicato fruscio della canoa contro il fogliame. Guri, la nostra guida, ci indica degli animali che non saremmo mai in grado di vedere senza il suo aiuto. Riconosce dal verso se un pappagallo è rosso o giallo. Il momento più forte è quello dell’incontro con le lontre giganti, che Guri attira con un verso simile a quello di un agnello piangente. Riusciamo a vedere da vicino una famigliola di tre lontre, agili in acqua e imbranate sulla riva. Così ho visto martin pescatori, tucani litigiosi, vari tipi di rapaci, avvoltoi, tanti altri uccelli di cui non mi ricordo il nome, moltissimi ragni e, proprio sulla spiaggia della comunità, un gigantesco coccodrillo affamato.

Nelle passeggiate in foresta ho visto un’immensità di foglie di tutte le taglie, forme e colori. Ho visto tre tipi di scimmia, il picchio, la cacca del giaguaro piena di peli, minuscoli nidi di colibri, formicai giganteschi, i ricci delle castagne del Brasile e altri strani frutti.

Continua....

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