+Turismo

Informazioni

Cime a picco, gole, vallate, grandi laghi glaciali, boschi: ecco gli ingredienti di base del Parco Nazionale dei Picos de Europa! Una meta da non perdere per gli appassionati di trekking! 

IL PARCO 


È il primo parco nazionale spagnolo a essere stato istituito. È stato creato nel 1918 dal re di Spagna Alfonso XIII in occasione del tredicesimo centenario della battaglia vinta dal re Pelayo contro i turchi.
Il Parco comprende una serie di picchi che superano i 2400 m di altezza. Si trova nelle province di Leon e d’Asturias, comprende la regione occidentale del massiccio montuoso del Picos de Europa ed è delimitato a est dal fiume Cares e a sud dal Dobra. Il massiccio de Picos de Europa è diviso in tre parti: la regione occidentale, compresa nel Parco nota anche come Corion, dove si trova la Pena Santa de Castilla di 2596 m, la centrale, (Urrieles) con la Torre del Cerredo, di 2048 m e la orientale, più bassa e coperta di foreste (Andaras).
La zona è ricchissima d’acqua: a circa 1000 m si trovano i notissimi laghi di Enols e Ercin, di origine glaciale, molto frequentati d’estate. Il Parco, proprio per le caratteristiche naturalistiche e storiche è uno dei più visitati in Spagna.

LA NATURA


Il faggio è la specie più diffusa, cresce fra gli 800 e i 1500 m ricoprendo le pendici delle montagne. Alcuni esemplari arrivano sino a 40 m di altezza. Nei fondo valle crescono maestosi castagni e 3 specie di querce: il rovere, la farnia e la quercia dei Pirenei. Il tasso occupa le zone più ombrose. Un ruolo particolare è ricoperto dall’agrifoglio, che popola le faggete e che rappresenta, nel periodo invernale, una fonte di alimentazione per la fauna. Mirtilli, viole e gigli dei Pirenei crescono nelle zone aperte, sopra il limite degli alberi; 40 specie di orchidee selvatiche vivono invece nelle parti più pietrose del Parco.
Il camoscio è l’animale più rappresentativo del Parco: è una sottospecie del camoscio dei Pirenei, denominata parva, di dimensioni più piccole. Nel Parco ne vivono circa 5000 esemplari. Tassi, volpi, cinghiali e caprioli
vivono nelle zone più basse dell’area. Lupo e orso non vivono stabilmente nel Parco e sono avvistati solo occasionalmente. La lontra nuota nelle acque del Rio Cares e del Rio Duje e si ciba di trote e piccoli salmoni che popolano fiumi e torrenti della zona. Gatti selvatici, martore, puzzole, lepri e scoiattoli sono altri mammiferi presenti.
Covadonga è una sorta di regno dei rapaci: si trovano, infatti, il grifone, il capovaccaio, l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, l’aquila minore, il gufo reale e poi sparvieri, astori, nibbi e albanelle. Nei boschi vivono il gallo cedrone, alcune specie di picchio e vari passeriformi.

LA VISITA


Il principale centro visite del Parco si trova a Cangas de Onis: Casa Drago, Avenida Covadonga, 43, tel. 0034- 98-5848614. Altri uffici informazioni a Arenas de Cabrales e a Potes.
Per gli escursionisti il Parco offre diversi percorsi, dal sentiero che richiede poche ore a quello che invece  richiede più giorni. Per chi vuole ammirare le montagne senza impegnarsi troppo nelle camminate vi sono imiradores, punti panoramici: il più noto è il Mirador de Ordiales, ma anche Mirador del Tombo, quello de la Reina, del Narajo, del Puerto San Glorio e del Corzo non sono da meno.
Altri posti molto frequentati sono i laghi di Enol ed Erina, facilmente raggiungibili da una strada e punto di partenza per numerose escursioni.
A Cangas de Onis è possibile noleggiare mountain bike e organizzare passeggiate a cavallo, discese in canoa o arrampicate. A Potes uscite in parapendio, cavallo e mountain bike.
L’8 settembre si celebra la festa della Vergine di Covadonga (il santuario si trova all’interno del Parco) con un pellegrinaggio e una fiera molto frequentati.

DA NON PERDERE NELLE VICINANZE


Cangas de Onis: il simbolo della città è il ponte romano (in verità d’epoca medioevale), da visitare poi la piccola cappella di Santa Cruz che ospita un dolmen dell’età del bronzo. Ogni domenica si tiene un mercato tradizionale dove è possibile acquistare vari tipi di formaggi locali.
Vis: cappella di Santiago, ponte medioevale.
Vega de Cien: cappella di San Pablo, XVII secolo.
Cardes: grotta del Buxu.
Agamia: chiesa di Santa Eulalia, monumento storico.
Carena: belvedere del Pozo de la Oracio.
Arenas: Santa Maria de Llas (XII secolo), quartiere della Corralada.
El Mazo: grotta della Loja.
Corao: chiesa di Santa Eulalia dell’VIII secolo restaurata ripetutamente nei secoli successivi; si dice sia stata fondata da re Pelayo. All’interno la pietra che ricopriva la tomba della moglie del re.
Oviedo: Museo archeologico, cattedrale, fontana di Foncalada, monastero di S. Pelayo e gioielli in stile pre-romanico di Santa Maria del Paranco, S. Miguel de Lillo e S. Julian de lo Prados, monumenti dichiarati dall’Unesco ‘patrimonio dell’umanità’.
Covadonga: statua della Santina (il nome locale della Vergine di Covadonga) che si trova in una grotta; colleggiata di San Fernando del XVII secolo e basilica del 1901 costruita con stili differenti

IL PARCO IN SINTESI


Dove si trova
Tra le provincie di Asturias e Leon.
Dimensioni e altitudine
17 000 ettari, altitudine da 1000 a 2596 m slm.
Indirizzo
Parque Nacional de Los Picos de Europa: Avda. Covadonga 37, 33550 Cangas de Onís (Asturias), tel. (0034- 98-5848614, fax 0034-98- 5273945
Informazioni
Nelle Asturie troverete punti di informazioni presso i comuni di Cangas de Onís, Cabrales, Amieva e Peñamellera Baja. E ne troverete altri ancora a León, alla Posada de Valdeón e Oseja de Sajambre, e in Cantabria, a Fuente Dé (vicino a Camaleño).
Come arrivare
i
n auto:da Oviedo percorrere la strada n. 634 fino ad Arriondas, poi per Cangas di Onis si arriva in circa 20 km al Parco. Cangas di Onis è raggiungibile anche con la strada 637 da Riano passando per Puerto del Ponton.
Da Oviedo e Santander ci sono linee regolari di autobus che servono le località vicine ai Picos de Europa come Infiesto, Arriondas, Cangas de Onís, Onís, Cabrales, Panes, Ribadesella, Llanes e Colombres. È possibile anche prendere il treno a scartamento ridotto (FEVE) che collega entrambe le città e ferma a Infiesto, Arriondas, Ribadesella, Posada de Llanes e Llanes. Da tutte queste località partono autobus che conducono all'interno del Parco Nazionale.
Quando andare
L’epoca migliore per visitarlo è l’estate e l’inizio dell’autunno.
Vitto & Alloggio 
L’unico albergo all’interno del Parco è l’Hotel Pelayo, di fronte alla basilica Virgen de las Batallas (da prenotare con anticipo). Nei villaggi limitrofi al Parco diverse possibilità di alloggio: hotel e pensioni si trovano ad Arenas de Cabrales, Poncebos, Covadonga, Cangas de Onìs e Potes (anche campeggio). In agosto senza prenotazioni è difficile trovare posto.
Alimentari e ristoranti nei paesi limitrofi al Parco (valgono le stesse raccomandazioni espresse per l’alloggio).
Cosa fare
Escursionismo a piedi, a cavallo, in bicicletta e in canoa. La rete di sentieri è composta da 27 sentieri di breve distanza (PR), due di grande distanza (GR) e quattro itinerari d'alta montagna di diversi gradi di difficoltà.  Nel parco ci sono poi vari rifugi di montagna da prenotare con un certo anticipo!
Non risultano esserci particolari aree attrezzate per visitatori disabili.

Consigli in Zona

+Turismo