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Crowdfunding per la transumanza Avete mai sentito parlare di transumanza? È una tradizione, anzi un vero e proprio rito. Durante il blog tour #ècanavese abbiamo avuto il piacere di conoscere un gruppo di persone che a Pont Canavese da qualche anno organizza la partecipazione del pubblico al passaggio per la transumanza (quest’anno sarà il 5 e 6 ottobre) allo scopo di mantener viva in questi luoghi la tradizione. L’obiettivo è farla diventare una vera e propria festa per tutto il paese e far scoprire ai bambini e ai più giovani, che non conoscono queste abitudini contadine o non le hanno mai vissute come loro, questa usanza millenaria. Mucche, capre, pecore e cavalli trascorrono l’estate insieme ai malgari e ai loro cani da pastore sui pascoli montani più freschi e rigogliosi, per poi ridiscendere a valle ai primi segnali dell’autunno.

Tradizione emozionante

Una delle cose che più ricordo della piacevole chiacchierata che ho avuto con una delle organizzatrici del blogtour, è l’emozione con cui mi ha raccontato il significato che ha per lei questo evento. Per i bambini del paese il passaggio dei malgari scandiva le stagioni: soprattutto quando scendevano a valle dopo l’estate, significava che l’autunno stava iniziando. La transumanza, infatti, è il trasferimento della mandria di bovini, spesso accompagnata da pecore, cavalli, galline e conigli, da pascoli invernali e dalle fattorie del contadino a quelli montani estivi e viceversa. Il bestiame trascorre l’estate al fresco, possibilmente vicino a un corso d’acqua, e il pastore con i suoi aiutanti stanno nella malga durante la notte. La malga è il rifugio del pascolo in caso di maltempo, il luogo dove ricoverare bestie malate e dove cucinare, dormire e guardare le stellate più belle del mondo in quota senza inquinamento luminoso: nella malga non c’è la corrente elettrica ed è necessario portarsi tutto il necessario. Il passaggio da 0-600 metri del pascolo ai 1200-1800 dell’alpeggio significa dover attraversare paesi, campi, proprietà e strade pubbliche con un lungo seguito di bestie abituate a essere stanziali.

Quando la mandria passò…

È una complessa operazione di controllo e coordinamento, che ha in testa il contadino a cavallo, seguito, se la mandria è grande, da tanti aiutanti, a loro volta a cavallo ma spesso anche a piedi, che devono occuparsi di garantire che nessun capo si perda, si metta in pericolo o crei situazioni rischiose. Quando passa il bestiame il paese si ferma, tutti aiutano il contadino bloccando le macchine e le strade, e di colpo è festa, tra boccali di vino per salutare gli amici e vacche da rincorrere per riportarle in rotta, durante una faticosa camminata che si fermerà davanti alla malga, che va aperta, pulita, scaldata per la notte, e preparata per quella che noi chiameremmo vacanza. La transumanza cade nel periodo di vacanza scolastico: la tradizione voleva che i ragazzi salissero all’alpeggio ad aiutare il padre o a imparare il mestiere come aiutanti (il tirocinio partiva a 13 anni al massimo) e che il periodo estivo si trasformasse nel primo approccio al lavoro, quello di un tempo. In estate s’imparava quindi a mungere, a tosare, a raccogliere le uova, a badare e curare le bestie, a radunare i pascoli con i cani tutte le sere prima del tramonto e a contare i capi. La fine dell’alpeggio significava il rientro non solo a valle, ma anche a scuola, ed era la fine della festa e dell’esperienza diretta a contatto con la natura che oggi molti non hanno più la fortuna di poter provare. Ed era anche il motivo per festeggiare di nuovo, paese per paese, fermandosi a stappare una bottiglia e a salutare il contadino che tornava a casa dalle donne, che erano rimaste a badare ai campi e ai raccolti. La transumanza, si ripete da secoli in tutto il mondo, come qui in Piemonte, dove mandrie e pastori passano l’estate sui monti dal Gran Paradiso e, all’arrivo dell’autunno, scendono a valle passando per i vari centri abitati. Il loro passaggio è una vera e propria sfilata, le mucche vengono addobbate con campane decorate piene di fiori e fiocchetti, e scandito dalla “musica” dei loro campanacci. Ed è proprio durante questi due giorni di festa che a Pont Canavese sfileranno per le vie del paese malgari e mandrie e il centro del paese sarà animato da laboratori didattici e tante attività per i più piccoli, oltre a squisitezze gastronomiche come formaggi, vini, polenta!

Sito ufficiale 

Crowdfunding per la transumanza 

 

 

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