+Turismo

Informazioni

L'Hortobágy è la più ampia area produttiva ungherese, nonché la più grande prateria rimasta in Europa

Il parco

Il Parco è stato istituito nel 1973 e rappresenta la prima e la più grande area protetta ungherese. Inizialmente il territorio era di 52 000 ettari e venne designato dall’Unesco ‘riserva della biosfera’. Nel 1999 i confini del Parco si sono ampliati e ora l’area è di circa 80 000 ettari. Un terzo del Parco viene protetto inoltre dalla Convenzione di Ramsar sulle zone umide. Il Parco protegge una delle zone più caratteristiche della Putza ungherese, una caratteristica steppa erbosa creata dall’uomo, trasformando l’originale steppa boscosa per farne pascoli. L’istituzione del Parco ha rappresentato un estremo tentativo per cercare di limitare l’impatto dell’agricoltura industriale e di rigenerare l’ecosistema originale ormai alterato. Hortobagy rappresentava un tempo la pianura alluvionale dei fiumi Tisza e Berettyo. Un insieme di boschi e zone umide abitate da agricoltori che vivevano e lavoravano su isole di suolo fertile. Nel medioevo l’area venne ampiamente deforestata dal continuo passaggio di truppe armate e rimangono ormai pochi lembi della foresta originaria, ancora visibile a Arokto. Nella metà del XIX secolo, vennero costruiti sbarramenti lungo il fiume Tisza, per controllare le alluvioni. Un’operazione che però contribuì a rendere il suolo progressivamente meno fertile e a prosciugare una parte delle zone umide, favorendo così l’abbandono delle attività lavorative tradizionali, sostituite dai macchinari e dai fertilizzanti della moderna agricoltura. Molte specie di uccelli scomparvero così dalla zona. L’obiettivo principale del Parco è la ricostruzione e il controllo delle zone umide: negli anni Cinquanta venne costruita una rete di canali di irrigazione, con stagni e riserve d’acqua. Il successo del Parco è tangibile e circa 350 specie di uccelli sono state segnalate in quest’area.

La visita

Il Centro visite del Parco è a Hortobagy: è possibile raccogliere informazioni sull’area, sui sentieri percorribili e sulle parti aperte al pubblico. Annesso al centro un museo pastorale, grazie a cui è possibile conoscere la flora, la fauna e la cultura della pustza. Per entrare nel parco è necessario un biglietto di ingresso. Il Parco organizza delle visite ad alcune aree in autobus, della durata di 2 ore circa, attraverso Tourinform.
Alcune agenzie turistiche ad Hortobagy organizzano escursioni nel Parco.
Tre sentieri natura consentono di vistare alcune delle parti più interessanti del Parco:

  • Halastò con capanni per l’ osservazioni degli uccelli e tabelle informative;
  • Szalkahalom: con una torre di avvistamento e tabelle informative;
  • Egyek-Pusztakocs: all’inizio del percorso c’è un centro informativo del Parco dove è possibile avere informazioni e noleggiare biciclette.

Lungo il percorso vi sono tabelle informative, una torre di avvistamento, un centro di riabilitazione uccelli e un piccolo museo. Turismo equestre: a Mata, 2 km a nord di Hortobagy, è possibile organizzare escursioni a cavallo nell’area.

La natura

Da un punto di vista paesaggistico la zona si presenta con vaste praterie intervallate da zone umide e boschi radi di frassini, salici, olmi e pioppi. Canneti, giuncheti e tife, assieme a ninfee e castagne d’acqua popolano le zone umide. In quelle asciutte crescono artemisie, festuche, piantaggini, ranuncoli e trifogli assieme a specie endemiche come la sueda pannonica. La flora è composta da specie tipiche della pustza, dell’area mediterranea e da quella balcanica. L’area è un autentico paradiso per i bird watchers: sono state segnalate ben 350 specie di uccelli, sia nidificanti che migratori, attratte da questa vasta area di sosta, tappa intermedia tra ambienti mediterranei, balcanici e asiatici. Tra i rapaci albanelle, falchi di palude, bianconi, gufi di palude, falchi, cuculi. D’inverno notevole la presenza dell’aquila di mare. Tra i volatili nidificanti gli svassi collorossi, diverse specie di aironi (rossi, bianchi maggiori, nittiore, garzette) e spatole, otarde e pernici di mare. Tra i migratori diverse specie di anatre, di oche (la lombardella minore e l’oca collorosso) e gru. Tra i mammiferi cinghiali, ermellini, gatti selvatici e la puzzola delle steppe.

Da non perdere

Debrecen: Calvinista Templom la chiesa più grande della città eretta nel 1805-21; Deri Muzeum costituito dalle collezioni di Frigyes Déeri, ospita diversi opere. Hortobagy: Kilence lyuku hid, probabilmente il ponte in pietra più fotografato in Ungheria. Ha nove archi ed è stato costruito tra il 1827 e il 1833; Museo Herder: sul folclore e la cultura locale.

Info

In auto: il Parco si trova a circa 36 km da Debrecen.
In treno: Hortobagy si trova sulla linea Debrecen-Fuzesabony che ha 8-10 corse al giorno. Tutto l’anno, preferibilmente in primavera e in autunno per le migrazioni degli uccelli. A Hortobagy e Debrecen campeggi e alberghi e case private. A Hortobay e Debrecen ristoranti e alimentari Escursionismo a piedi, a cavallo e in bicicletta Non esistono aree attrezzate per accogliere disabili 

+Turismo