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L’itinerario si svolge tra i comuni di Isernia, Vastogirardi, San Pietro Avellana, Pietrabbondante, Sepino e San Vincenzo al Volturno. Questi borghi ci svelano una storia millenaria, che inizia agli albori della civiltà italica, conservando ancora le tracce di templi simboli dell’antico Sannio, il cui cuore pulsante era proprio su queste montagne. La storia è andata avanti, ma i luoghi qui restano fermi e possono essere rivissuti nella loro integrità originaria.

Appena arrivati ad Isernia si può ammirare un borgo medievale davvero incantevole, memore del suo passato di colonia latina e della sua storia di capitale delle popolazioni italiche alleate contro Roma ad inizio I secolo a.C. Al centro del paese, oltre ai resti dell’antico tempio di Marte, sotto l’attuale cattedrale, si può assistere alla produzione del tradizionale tombolo, nell’omonimo museo cittadino. A pochi passi dal centro è aperto da un anno il museo del paleolitico, dove si possono ammirare le tracce del più antico insediamento preistorico rinvenuto in Europa, risalente a oltre 750.000 anni fa.

Ci si sposta poi nell’alto Molise, in uno dei paradisi naturali meglio conservati d’Italia. Lì si visiteranno i centri di san Pietro Avellana e Vastogirardi, nonché alcune testimonianze del passato sannita e della successiva occupazione romana del territorio. Dapprima il teatro di Vastogirardi, poi l’area archeologica di Pietrabbondante, una testimonianza storica davvero importante, immersa in un contesto naturale eccezionale.

Per completare il percorso archeologico si entra nella provincia di Campobasso, dove Altilia costituisce senz’altro l’esempio di centro romano più importante del Molise. Questo antico centro era situato lungo uno dei tratturi, antiche autostrade pastorali percorse ogni anno da centinaia di greggi che dall’Abruzzo si spostavano d’inverno nel Tavoliere pugliese, attraversando l’appennino molisano.

Rientrando ad Isernia si visita uno degli esempi di arte medievale più importanti del sud Italia: l’abbazia di san Vincenzo al Volturno. L’abbazia, una delle più grandi esistenti nell’area molisano-campana, conserva tracce di pittura medievale di pregevole valore, tra le quali risalta la grotta dell’abbate Epifanio.

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