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Informazioni

Qui vengono fatti nascere, allevati e liberati uccelli delle più svariate specie: dal ‘77 sono stati re-introdotti 700 esemplari di cicogna bianca nel sistema faunistico, è stata avviata la riproduzione del falco pellegrino e è stata permessa la liberazione di oltre 250 cavalieri d’Italia.

Dal 1330 al 1500 il parco era cinto da mura, ora scomparse (è rimasto solo il castello, una grande villa priva di mura utilizzate per costruire le vicine abitazioni), era destinato alla falconeria, principalmente, e fu a lungo dimora di caccia del Beccaria.

Curiosamente, con varie evoluzioni dal ‘500 a oggi, il parco è tornato esattamente a interpretare il ruolo chiave di spazio di riproduzione e ripopolamento, e l’unica cosa che per fortuna è sparita è per l’appunto la caccia. Si pratica ancora la falconeria, ma con scopi dimostrativi e scenografici, e l’aquila mangia pacificamente dalle mani del proprio falconiere senza bisogno di attaccare nessuno delle centinaia di volatili che popolano la zona.

L’Oasi è anche un centro di recupero per qualsiasi animale ferito che viene trovato, ma solo di specie selvatiche: il particolare metodo di reintroduzione qui praticato mette al riparo gli animali dal pericoloso eccessivo rapporto con l’uomo, e li reintroduce lentamente nel loro habitat fino al momento in cui, guariti, si sentono in grado di andarsene per altri lidi, rinunciando al cibo facile e alla folla.

Ciò garantisce la possibilità certa di sopravvivenza dell’animale, altrimenti spesso a rischio di predazione, in primis da parte dell’uomo.

Da evidenziare (e sottolineare varie volte) che la struttura rifiuta qualsiasi forma di finanziamento o sostegno. Chiaramente spiegato il perché sul sito dell'Oasi: “Ciò che facciamo lo facciamo per senso di pietà e di amore, sentimenti che non sono in vendita e non possono essere addossati alla comunità o, peggio, trasformati in un’opportunità di reddito.”

La stessa politica impone il non impiego di volontari, ma solo di personale altamente qualificato, specializzato e degnamente ricompensato: la precarietà la vivono già gli animali feriti che vengono accolti, è assolutamente superfluo farglielo vivere due volte affidandoli a mani inesperte, altre grande punto a loro favore.

Non è prevista l’eutanasia, animali non liberabili vengono introdotti nell’Oasi a scopi riproduttivi, e di qui i volatili se ne vanno solo quando stanno bene e sono liberi di volare.

Questa è l’Oasi, nel suo complesso, ma la vera emozione (pagando una piccola quota di 13 euro, e supportando quindi il giornaliero lavoro di questo elefante bianco della natura) è visitarla: vi perderete, girovagando tra gabbie e voliere, giocando con un pappagallo sulla spalla, sfiorando con lo sguardo la pace e la tranquillità spaparanzata del bradipo, appeso al suo albero e impegnato a… dormire.

Se avete fortuna, e la stagione lo permette, potrete assistere alle incredibili evoluzioni della caccia in volo dell’aquila, vedendo compiere le stesse virate strette e le picchiate che farebbe per cacciare, ma per il solo gusto di volare e vedere la folla plaudire, e soprattutto agguantare il boccone dal guanto del Falconiere, una volta a terra.

Oltre alle voliere e alle vasche per i pesci, si trovano interamente ricostruiti gli habitat originali delle varie specie: acquitrini, stagni, corsi d’acqua e fiumiciattoli che intersecano il sentiero permettono la presenza di tutte le specie selvatiche conosciute, dalle grandi tartarughe alle lontre, dai cormorani ai fenicotteri rosa e non solo. Non andateci di fretta e portate lo zoom della vostra Reflex e scattate, scattate, scattate!

Un elenco di tutte le specie presenti (ufficialmente) all’interno del parco e gli eventi a calendario sono a disposizione vostra.

Se il progetto e gli scopi di questa bellissima associazione no profit vi piacciono, potete scegliere scegliere uno dei tanti simpatici metodi di supporto che l’ente propone ai suoi visitatori e fan.

Noi siamo frequentatori dell’Oasi di Sant’Alessio, e raccontiamo questo itinerario invitando anche voi ad andarci spesso e a mandarci tutti i vostri amici!

Oasi Sant'Alessio

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Qualche video

 

 

Mangiare

Dove mangiare? Nell’oasi, ovviamente! Nello spazio ristoro potete consumare un pranzo al sacco, oppure usufruire del servizio ristorante, con prezzi modici (grigliata di carne 14 €): ogni tanto, alzando lo sguardo verso il cielo, scoprite che cosa sta volando in quel momento!

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