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ero partita con l’idea di scrivere un articolo sulla milano sotterranea che ho visitato in occasione di una performance sulle acque di milano, tema su cui lavoro da anni insieme a un gruppo di donne artiste milanesi (laboratorio kilili). la cosa straordinaria è che, pur vivendo in una città evidentemente attraversata dalle acque, non mi ero mai accorta della dimensione acquatica di milano. fino a quel momento.

la crew della performance chiede e ottiene l’autorizzazione per visitare il sistema di acque reflue milanesi, accompagnata dal responsabile MM e da diversi tecnici. bardati e mascherati, attraverso un tombino magico della MM brenta, è iniziato il nostro viaggio nel ventre della città...

l’esperienza ha acceso una curiosità insaziabile sull’acqua di milano. esiste una struttura sottesa di milano, la sua rete delle acque, una mappa di senso della città. milano ha una morfologia strutturata su un sistema di acque risorgive e defluenti, fontanili, fonti e fontane, canali e rogge, ingressi alle fognature, case dell’acqua potabile. l’ossatura è stata pian piano occultata, ma non è scomparsa. riconoscere la natura acquatica della città è fondamentale per comprenderla; e riconoscere il valore fondativo dell’acqua, la radice, equivale a conoscere la storia fisica e simbolica della città, a nominarla, a riconoscerne il valore.

 

midland, mediolanum, medhelan...

seguendo le impronte di milano lungo il filo d’acqua nascosto nel suo nome

verso un tempo all’indietro in primavera, in una nuova alba di beltane

quando un gruppo di guerrieri e sacerdoti iniziarono il viaggio verso il medhelan

guidati dal semidio belloveso, il signore dei cavalli

iniziarono il viaggio verso il medhelan, il centro sacro ove dimorano gli dèi

iniziarono il viaggio verso il medhelan, per officiare al culto della grande madre belisama

la bianca signora delle bianche acque.

 

all’inizio di acqua a milano ce n’era fin troppa. milano acquatica e l’andamento delle sue acque. da nordovest verso sudest, secondo la pendenza della pianura padana. al suo centro giungono fin dai tempi antichi le acque delle groane, i torrenti che nascevano nei boschi argillosi a nord.

 

nordovest

da nordovest ne entravano molti in città. il principale è il seveso, che giunge dai rilievi morenici del comasco, correva lungo via ornato e confluiva nel naviglio della martesana di via melchiorre gioia. ora in un percorso sotterraneo.

da nordovest giunge anche l’olona, che nasce dalle alpi varesine e raggiunge milano nei pressi del quartiere gallaratese. l’olona correva lungo i viali della circonvallazione occidentale fino a san cristoforo e si immetteva direttamente nella darsena di sant’eustorgio, l’attuale porta ticinese. oggi supera il naviglio grande e origina il colatore lambro meridionale. in un percorso sotterraneo.

 

nord

da nord entra in città il nirone, che nasce anch’esso dalle groane. durante il medioevo, seveso e nirone alimentavano le acque del fossato difensivo, a ridosso delle mura di milano. ora in un percorso sotterraneo.

e con il nirone, il merlata che attraversa buona parte dell’attuale territorio milanese e confluisce insieme al torrente mussa nell’olona, in san siro.

 

nordest

da nordest entra in città scorrendo lungo via padova il naviglio della martesana, che prende le sue acque al fiume adda, nei pressi di trezzo. un tempo alimentava la fossa interna dei navigli, passando dalla conca dell’incoronata e dal laghetto di san marco. la confluenza delle acque della martesana e del seveso dà vita al cavo redefossi, nei pressi del ponte delle gabelle in porta nuova. il naviglio correva lungo i viali della cerchia orientale dei bastioni fino a porta romana, deviava lungo corso lodi e viale cassinis, arrivava a rogoredo, sbucava in un condotto che fiancheggia la via emilia e raggiungeva il lambro. ora in un percorso sotterraneo.

 

est

a est scorre a cielo aperto il lambro settentrionale, che giunge dal triangolo lariano e raccoglie le acque del cavo redefossi e della roggia vettabbia a melegnano e più a valle quelle del lambro meridionale.

 

sudovest

a sudovest nasce il lambro meridionale, detto lambro morto o lambretto, in san cristoforo. prende le acque all’olona e confluisce nella darsena di porta ticinese. in origine era un canale d’irrigazione e fu chiamato naviglio grande quando fu allargato per renderlo navigabile.

 

sudest

a sudest infine nasce il naviglio pavese, origina dalla darsena e collega milano con pavia.

ecco, in mezzo e sopra a tutte queste acque sta milano. possiamo immaginare sia nata in un luogo, al confine tra la terra asciutta e la terra sommersa, su una sorta di promontorio lambito dall’acqua o in cui l’acqua lambiva una sorta di porto vicino e sicuro.

nessuno sa con esattezza quando iniziarono le prime opere di modificazione dei corsi d’acqua, ma tutti concordano che il nucleo fosse piazza san sepolcro. e sotto la piazza, un vero e proprio reticolo segreto, un autentico sistema linfatico costruito secondo uno schema a maglie, per affrontare l’afflusso di grandi quantità d’acqua, sfruttando il principio in base al quale l’acqua scorre: nella direzione in cui incontra meno resistenza.

 

per qualunque informazione sull’acquedotto milanese:

www.metropolitanamilanese.it/

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