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Di solito, quando a Milano si parla di Navigli, si pensa subito al Naviglio Grande, fiancheggiato dal caratteristico Vicolo dei Lavandai e attraversato dal Pont de Ferr. Questo però non impedisce al fratello minore di avere i suoi estimatori e i suoi habitué, soprattutto per il rito dell'aperitivo. Ma non solo.

Il Naviglio Pavese, è di lui che stiamo parlando, quello, per intenderci, dei barconi ormai dismessi trasformati in romantico locale galleggiante, non è secondo a nessuno. Provare per credere.

Più che per lo shopping, che pure non manca, e a questo proposito segnaliamo Sous, fornito e variopinto bazar di abiti e accessori vintage, al numero 52 dell'Alzaia Naviglio Pavese, qui si va per suggestive passeggiate alla scoperta dei cortili delle case di ringhiera, un tempo abitate da famiglie poverissime e oggi pittoresco scenario per atelier, mostre “en plein air”, o botteghe artigiane. Sbirciare attraverso cancellate di ferro che somigliano a merletti, può rivelare un microcosmo insospettato, fatto di balconate fiorite, biciclette appoggiate al muro, gatti affacciati alle finestre, spaccati di vita vissuta da rubare furtivamente con gli occhi. E non è raro incontrare gigantesche rane dipinte con colori fluo, o i tipici “panettoni”, così a Milano si chiamano i divisori sparti-traffico di cemento, camuffati da enormi cup-cake. Infine, altro dettaglio che ricorda ai passanti la vocazione artistica e bohémienne di tutto il quartiere, gli enormi murales che adornano le arcate inferiori dei ponti raffigurando realistiche scene di vita metropolitana.

Ma lungo Naviglio Pavese si va anche per vedere da vicino, coi propri occhi, le antiche chiuse leonardesche di legno, ancora oggi usate per regolare il flusso delle acque mantenendone stabile il livello, e osservare intere famigliole di germani che nuotano placide e fiduciose, incuranti di chi le osserva.

Il must tuttavia, come abbiamo già ricordato in apertura, sono le piacevoli soste mangerecce, da quella della pausa pranzo o della pizza fra amici, a quella più classica dell'aperitivo, o dell'apericena.

Dove? Ecco di seguito la nostra personalissima selezione da usare come traccia del tutto indicativa, giocando di volta in volta a completare, arricchire o cambiare a piacere, adattandola ai propri ritmi e alle proprie esigenze.

Per chi approda a Milano per la prima volta e vuole conoscere una delle tipiche osterie, al numero 13 di via Cardinale Ascanio Sforza c'è L'antica Osteria della Briosca dove si può organizzare la pizzata in comitiva oppure una piacevole sosta per la pausa pranzo. Le pizze più buone e più richieste sono la classica Margherita, la Pasqualina oppure quella con la mozzarella di bufala.

Se invece si desidera qualcosa d'altro, il pranzetto o la cenetta ideale si possono consumare al numero 8 dell'Alzaia del Naviglio Pavese dove si trova Mi & Ti, una hamburgheria con il solo imbarazzo della scelta. L'hamburger più in voga al momento sembra essere il “Citra”, fatto con pane ai semi di papavero, cipolla di Tropea caramellata, bacon di suino padano, formaggio vallesina e uovo all'occhio di bue. Un altra variante molto richiesta è “Aramis” che propone l'inconsueto abbinamento della cipolla di Tropea caramellata con il foie-gras d'oca francese. Sicuramente da provare. Per accompagnare, BQ, ovvero Birra artigianale di Qualità, patatine, cacio e pepe e arrosticini di agnello abruzzesi che attualmente figurano fra gli stuzzichini più in voga.

Chi ama l'apericena, una formula che, vuoi per l'orario vuoi per l'abbondanza delle portate si colloca a metà fra l'aperitivo e la cena ed è ideale per chi è appena uscito dal lavoro e non ha tempo né voglia di tornare a casa prima dei divertimenti notturni, può fermarsi al Barcone, in via Scoglio di Quarto 3. Qui, varietà e fantasia caratterizzano le numerose portate che spaziano dall'insalata di riso alle crocchette, dalle verdure grigliate alle insalatone e alle frittatine.

Chi invece va sul Naviglio solo per un gelato, non può non fermarsi al Negozietto del gelato, al numero 6 dell'Alzaia, dove troverà una sorprendente varietà di gusti, tutti da provare, da quello al limone e salvia, super-dissetante, alle granite siciliane, una più buona dell'altra.

Si desidera solo una buona birra? Allora gli indirizzi sono due. Fun & Cool via Cardinale Ascanio Sforza 51 dove si beve la bionda artigianale più buona. Oppure Al Coccio, numero 2 dell'Alzaia del Naviglio Pavese, che ha la caratteristica di servirle in boccali di terracotta e offre una vastissima scelta in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Ed eccoci agli aperitivi che a Milano, si sa, sono sacri e irrinunciabili e fra quelli del Naviglio Pavese segnaliamo in primis il Movida, al numero 51 di via Cardinale Ascanio Sforza, raccomandato a chi ama il classico e non rinuncerebbe mai a un Aperol, a un Negroni sbagliato o a un Mojito.

Chi invece ama sperimentare cocktail sempre nuovi, non può non fermarsi al Ginger, al numero 25 di via Ascanio Sforza, dove i cocktail sono sempre diversi, preparati al momento, e si accompagnano con hamburger che spiccano per originalità, primo fra tutti quello allo zenzero, e a deliziose fritturine miste.

I più trasgressivi non hanno dubbi e si dirigono sicuri al numero 2 di via Conchetta del Naviglio, da Sacrestia, una Farmacia alcolica che serve abbinamenti inconsueti come il Moscow-Mule, un classico degli anni Cinquanta oggi di nuovo in voga, fatto con Ginger, Vodka, fettina di lime, fettina di cetriolo e fogliolina di menta, servito in mug metallici insieme agli arrosticini abruzzesi.

Nostalgia del profondo Sud o semplicemente amore per le specialità regionali italiane? In questo caso la meta più sicura è Locala, al numero 34 dell'Alzaia del Naviglio Pavese, dove ci si lascia conquistare dal matrimonio eccellente fra Frise e frisedde salentine e il più classico degli Spritz.

Ecco, vi abbiamo dato il “la”. Ora tocca a voi, come in un gioco da rinnovare ogni volta, scoprire e riscoprire indirizzi, suggestioni, sapori e colori del Naviglio minore, che in realtà tale non è.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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