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Io non li vedo da tanto, troppo tempo, quindi quando è arrivato l’invito di Pecoraverde per partecipare al progetto #maresottosopra non mi sono fatto attendere, e sono corso a Genova.

Inanzi tutto perché si esce in mare aperto, e poi perché non solo si cercano i delfini, ma si viene accompagnati da esperti e dal wwf per andare alla scoperta dei mille misteri del santuario dei cetacei.

Si, perché al largo di Camogli (e della bellissima San Fruttuoso, che almeno una volta nella vite bisogna visitare) si trova questo pezzo di mare magico. Istituito nel 1991 è un’area naturale marina protetta di interesse internazionale, e grazie alla organizzazione in zone ha accessi limitati (in alcuni tratti è totalmente interdetta la navigazione) e preserva sia le specie presenti di pesci, che tutti i mammiferi marini che popolano la zona.

Si, perché parlo di delfini, che sono la mia grande passione (ne ho anche adottato uno dal centro ricerca cetacei di Genova).  

L’escursione può riservare sorprese ancora più voluminose o particolari: dalle balene alle tartarughe marina, caretta caretta la razza più presente in zona. La particolarità del territorio sottomarino, le alte profondità, la presenza di canyon e di moltissimo cibo per i mammiferi marini fanno di questo luogo una delle loro mete preferite, e l’uscita in mare a cercarli è una avventura emozionante.

Ma andiamo per fasi: da Genova ci si imbarca e si parte alla volta di Camogli, punto panoramico in cui caricare a bordo cibo (e in caso di mare grosso anche consumarlo), e da qui si parte prima per una breve e dovuta visita panoramica di San Fruttuoso (rapisce il cuore, è incantevole, come potete vedere nelle foto) pei per la battuta di caccia fotografica.

Qui inizia un percorso formativo, grazie al comandante e al wwf, si inizia ad entrare nel merito del lavoro vero di ricerca che qui viene effettuato  Oltre al costante avvistamento degli equipaggi la zona è stata dotata di due boe di rilevamento acustico. Queste, installate senza necessità di cavi e senza minimamente alterare i fondali con cavi o altro, permettono anche tramite un app di rimanere sempre in radio ascolto subacqueo di quanto accade. Quando una baleno, un delfino o altri mammiferi marini attraversano le due aree questi sono udibili a tutti, e da bordo (durante le ricerche a vista) si rimane sempre connessi e pronti a virare in direzione delle boe, in caso di presenza.

Oltre al lato ludico il sistema permette di tenere ed interpretare le tracce vocali dei mammiferi marini, e squindi di seguirne la vita e i passaggi di anno in anno, constatarne la crescita e interpretarne le abitudini.

Grazie al team, al WWF e agli esperti a bordo si verrà guidati attraverso le differenze sottili tra le varie specie, informati sulle abitudini alimentari e le abitudini di vita di questi sconosciuti, tutte informazioni e storie che appssionano tanto i grandi quanto i piccoli. Perché è una occasione per tutti, dagli ecoturisti appassionati di belle sensazioni ai genitori che vogliono dare una sana educazione ambientale si propri figli.

E così, accopagnati dalle storie di mare e dalle esperienze dell’equipaggio, si naviga per ore binocolo in mano e digitale pronta, alla ricerca degli spruzzi d’acqua e delle pinne, osservando il mare e facendo vagare la mente verso quei fondali.

Purtroppo la nostra visita non ci ha permesso di incontrali, anche se va specificato che questa sfortuna accade solo a 3 spedizioni su 50 mediamente. Per fortuna il sistema organizzativo prevede anche questa opzione, fonendo a tutti i partecipanti un nuovo invito per ripetere l’escursione e garantirsi l’avvistamento. Di sicuro documenteremo la prossima, con scatti (questa volta tutti nostri) degni di merito.

#maresottosopra continua con un concorso a cui dovete partecipare tutti!

Per non farvi perdere lo spettacolo abbiamo avuto in gentile concessione da Whalewatch Genova,le immagini dei delfini per la gallery, le altre sono nostre.

Applicazione iAMP Portofino

 

Articolo di Mauro Lattuada

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