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Uno degli itinerari più suggestivi per chi vuole visitare Roma si snoda tra fontane e nasoni.

Lo scenario è di straordinaria bellezza: dalle più celebri, come la fontana di Trevi, della Barcaccia, o dei Quattro Fiumi, alle fontanelle con il becco ricurvo, note ai romani come “nasoni” e abbellite con mosaici, numeri e scritte commemorative. Senza le sue fontane, Roma non sarebbe la stessa.

Le fontane sono la testimonianza della passione che i romani hanno nutrito da sempre per le acque pubbliche, come acquedotti e terme, ricostruendo circa duemila monumenti che creano spettacolari giochi d’acqua e ancora oggi arricchiscono le vie e le piazze della capitale.

Probabilmente anche la conformazione geologica del terreno sul quale è stata costruita la città ha favorito la comparsa di numerose sorgenti spontanee e di rivoli d’acqua, e la conseguente tendenza a creare opere architettoniche o piccole fontanelle.

Passeggiando tra le vie del centro storico di Roma, ascoltate il canto dell’acqua e perdetevi liberamente alla scoperta di piccoli segreti.

Si può partire dalla Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini in piazza Navona, un’opera scultorea sormontata da quattro colossi nudi che rappresentano con esuberanza espressiva i quattro principali fiumi del mondo: il Rio della Plata, il Gange, il Nilo e il Danubio.

A poca distanza si raggiunge un vero gioiellino del tardo Rinascimento romano: la Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei. La sua storia è appesa a metà, tra realtà e leggenda: si racconta che la fontana sia stata costruita in una sola notte dal duca Mattei per affermare la sua nobile posizione sociale impressionando positivamente il padre dell’amata che era contrario all’unione.

Da qui si può proseguire verso la fontana della Dolce Vita di Fellini, la più famosa di Roma: la Fontana di Trevi, dove i turisti continuano a tramandare la tradizione del lancio della monetina perché sia di buon auspicio a tornare.

In piazza di Spagna potrete attardarvi seduti sulla inconfondibile scalinata di Trinità dei Monti per osservare dall’alto un altro capolavoro della città: la Fontana della Barcaccia. Si dice che la forma particolare di imbarcazione che le dà anche il nome sia stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca, portata dalla piena del Tevere del 1598. Un’altra interpretazione collega la Barcaccia all’antica esistenza nella zona di una naumachia – edificio all’aperto dove si svolgevano giochi navali e battaglie con navi da guerra in miniatura. La fontana è caratteristica per i bordi bassi, a dare l’impressione che stia affondando, e per la forma ovale della piscina in cui è immersa.

Vedere tutte le fontane di Roma è un’impresa impossibile. Ma non si può perdere quello che i romani chiamano il “fontanone”, la Fontana dell’Acqua Paola, a pochi metri dall’Accademia di Spagna sul colle del Gianicolo, con la vista panoramica che offre.

Meno vistose ma molto particolari sono poi le oltre 2.500 fontanelle dalla forma cilindrica, che i cittadini chiamano nasoni: per lo più in ghisa ma alcune anche in travertino, punteggiano il territorio di Roma.

La loro origine risale all’epoca dell’espansione romana e della creazione degli acquedotti. Anche la Barcaccia in realtà viene classificata tra i nasoni più noti, insieme a quello incassato nel muro in via della Fontanella Borghese.

Uno dei nasoni più antichi ancora in funzione si trova in piazza della Rotonda, una ricostruzione più moderna con le tre classiche bocchette si trova invece in via delle Tre Cannelle.

In ogni caso, i nasoni di maggior pregio sono quelli ornati con gli stemmi o i simboli dei rioni storici. Sono particolarmente ricercati d’estate per una boccata di acqua fresca quando il caldo diventa insopportabile.

In collaborazione con Capolavoro Italiano | Viaggi nel paese delle meraviglie

 

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