+Turismo

Informazioni

Rifacendosi sempre alla mitologia greca, Celeno era una delle tre arpie figlie di Elettra e Taumante.
Infatti nello stemma comunale appare proprio la figura di un’arpia. Questo potrebbe avvalorare la tesi di chi sostiene che Celleno ha effettivamente origini greche. Un’altra ipotesi sull’etimologia di questo nome la fornisce la morfologia e la conformazione del territorio su cui sorge l’abitato. Essendo di natura tufacea ben si adattava ad accogliere, in tempi remoti, cavità artificiali per diversi scopi. Quindi dalla parola cavità si può risalire a quella di “cella”, intesa come piccola grotta, che con il suffisso –anus andava a comporre l’etimo. Questa teoria è confermata dal dialetto locale: infatti, gli abitanti pronunciano il nome del loro paese “Cellano” anzicchè Celleno.
Ricercare le origini di Celleno può risultare un’impresa alquanto ardua soprattutto se si vuol risalire alla data esatta della sua fondazione. Nonostante questa premessa, un dato sulle origini di questo antico insediamento ci viene dato da Dioniso d’Alicarnasso. Nei suoi scritti Dioniso sostiene che la città fu fondata da Italo in memoria di sua figlia Cilenia molti anni prima della fondazione di Roma. Certo, non è un dato da prendere alla lettera ma possiamo benissimo supporre la presenza di un primitivo nucleo nel territorio cellenese prima dell’avvento di Roma.

Per trovare dati certi sulla nascita di Celleno bisogna affidarsi ad alcuni ritrovamenti che testimoniano la presenza di un piccolo centro abitato sul colle a partire dal VII secolo a.C. Nel periodo etrusco il borgo fungeva da importante via di comunicazione tra i Volsini (Orvieto) e Ferento trovandosi proprio sull’asse che collegava questi due importanti centri. Come tutte le città etrusche anche Celleno subì la sorte di essere sottomessa ai romani. Alla fine di lunghe e sanguinose battaglie per contrastare l’avanzata del potente dominio di Roma, la città cadde in mano nemica nel 264 a.C. Nonostante i saccheggi la struttura della città venne risparmiata dato che i romani la consideravano un importante nodo di comunicazione e punto strategico usato come base per le future conquiste.
Così, i nuovi dominatori ampliarono la rete viaria intorno alla città che divenne ben presto un’importante direttrice per i traffici che provenivano dalla media valle del Tevere diretti verso Montefiascone e la stessa Roma. Durante il periodo in cui l’Impero Romano cadeva sotto le pressioni delle invasioni germaniche Celleno fu teatro di innumerevoli scorrerie da parte dei Goti e soprattutto dei Longobardi che la saccheggiarono a più riprese. Una data importante per la città è il 774 d. C. quando Carlo Magno sconfisse i Longobardi e la riconsegnò alla giurisdizione della Chiesa. Ma per i cellenesi il periodo di pace era ancora lontano da venire; infatti, affidata dalla Camera Apostolica ai Monaldeschi della Cervara, la città venne più volte presa di mira nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini nella lunga contesa che vedeva opposte Orvieto e Viterbo. Al fianco di Viterbo in diverse guerre, Celleno visse finalmente un periodo di pace dopo l’acquisizione del feudo da parte del cardinale Orsini Franciotto passando di nuovo sotto l’ala protettrice della Santa Sede.
Con Gregorio XIII inizia così il periodo in cui la città è di fatto un possedimento papale. Nel 1457 vi regnò papa Callisto III e nel 1572 papa Innocenzo XI. Ormai in ombra e non più grande centro di traffici come in età etrusca e romana, Celleno subì nel 1696 un devastante terremoto che danneggiò seriamente le strutture sia pubbliche che civili. Con molta probabilità la valle che si trova alle porte del borgo antico, e che ancora oggi possiamo notare, si formò proprio durante questo terribile terremoto che lasciò isolato il centro di Celleno dal territorio circostante. Quasi un secolo dopo Celleno pagò un forte tributo di sangue durante la dominazione francese quando nel 1789 perse durante una cruenta battaglia più di cento uomini. Ma le disavventure per questo martoriato borgo non finiscono con questo episodio. Tra il 1832 e il 1833 un’epidemia di febbre petecchiale provocò circa 40 morti e, un ventennio dopo, precisamente nel 1855, un’altra forte scossa di terremoto, seguita da altre 54, come si legge dagli archivi, diede il colpo di grazia alla popolazione costretta ad abbandonare il paese per spostarsi a circa un chilometro e costruire, in località Le Poggette, la nuova Celleno.

Per chi giunge da Viterbo la via più comoda per raggiungere Celleno è percorrere la S. Tiberina in direzione Celleno. A chi percorre invece l’autostrada A1si consiglia di uscire al casello di Orte e prendere la superstrada in direzione Viterbo, quindi seguire la Statale Tiberina per Celleno. Giunti a Celleno Nuovo si attraversa il paese sulla strada principale. Superate le ultime case, dopo circa un chilometro e mezzo, si passa a fianco al Convento di San Rocco e si giunge ad una piazza (Piazza San Rocco) ove si può parcheggiare. Il borgo di Celleno antica, con il Castello Orsini è davanti ai nostri occhi.
Celleno antica sorge a 350 metri di altezza e a circa 1,5 km dal nuovo centro. Abbarbicata su uno sperone di tufo, si erge tra due torrenti che gradatamente sfociano verso il Fiume Tevere. Il basamento di tufo ove poggia il borgo è purtroppo soggettoad una lenta e progressiva erosione che sta mettendo in serio pericolo la sua stessa stabilità.

Purtroppo la conformazione morfologica di tutta la zona fa presagire per Celleno la stessa sorte capitata ad altri borghi della Tuscia quali Civita di Bagnoregio, fortunatamente sottratta al disfacimento per merito di una grande opera di puntellamento.
Oltre a quanto detto, il territorio di Celleno, stretto tra il Lago di Bolsena a ovest e la media valle del Tevere ad est, è di aspetto tipicamente rurale e presenta colture miste proprie dell’area della Tuscia. Così, le colture arboree come il ciliegio, la vite e l’olivo si integrano alla perfezione con quelle erbacee quali i cereali e i prati adibiti al pascolo. Questo diversità colturale disegna in tutta la zona un bellissimo paesaggio particolarmente suggestivo nel periodo della fioritura dei ciliegi di cui il territorio cellenese ne è particolarmente ricco.

Il Castello Orsini, posto all’ingresso della Celleno antico, è sicuramente la costruzione più bella e suggestiva da visitare all’interno del borgo. Circondato da un fossato, il castello è munito di un imponente fortilizio e di una grande torre di guardia.
Dalla piazza sotto il castello (Piazza del Mercato), denominata “il Torracchio” si accede alla piazza principale (Piazza del Comune) salendo una scalinata (Via del Ponte). Dalla Piazza del Comune si può salire al castello superando un ponte in muratura ad arcata unica. Alla fine del ponte si trova un bel portale, oltrepassato il quale si trova l’accesso agli ambienti, non tutti visitabili a causa di alcune parti frananti.
Proprio nei settori non visitabili si trova una serie di cunicoli che mettono in comunicazione un vano con l’altro. Questi cunicoli, di cui è difficile stabilirne il numero e l’esatta posizione a causa delle varie demolizioni nel corso dei secoli, risultano il più delle volte di difficile accesso. Infatti, interpretare i vari percorsi e le vie che accedevano ai camminamenti, è impresa piuttosto difficile. Il castello, restaurato recentemente per opera del pittore Enrico Castellani, fu confiscato dal comune di Celleno ed utilizzato come ufficio per l’amministrazione, come ambulatorio e come scuola fino a quando non si costruirono gli edifici nel paese nuovo.
Nel muraglione che si innalza dalla piazza inferiore del castello si possono notare due pietre bianche: nel corso della seconda guerra mondiale queste due pietre sorreggevano una targa marmorea con su scritte le sanzioni che venivano applicate all’Italia dagli invasori. Sempre in Piazza del Comune si innalza il bel campanile dell’ex parrocchia, a pianta quadrangolare con tre ordini costruiti con materiale tufaceo. A sinistra della torre troviamo un edificio che si presenta allo stato di nude mura, caratteristica di molte altre costruzioni all’interno del borgo. A sinistra del castello sorge la Chiesa di San Carlo di cui restano solo le mura mentre, nelle vicinanze della piazza, troviamo la Chiesa di San Donato. Questa chiesa, risalente all’anno mille e quindi in stile romanico, è abbellita da un bel portale d’ingresso in pietra basaltica. Un bel colpo d’occhio del portale si può avere dalla piazzetta antistante la chiesa stessa. Nel visitare il borgo della Celleno antica, quello che colpisce di più è la presenza di case costruite in tufo rosso e senza intonaco che formano il nucleo centrale del paese. Così, percorrendo le anguste viuzze, troviamo case ristrutturate che si presentano nella loro struttura originale e case completamente diroccate, che rendono il paesaggio particolarmente suggestivo. Attualmente il borgo di Celleno antica è in via di ristrutturazione e il passaggio è momentaneamente interdetto. Per non trovarsi quindi nella condizione, una volta giunti in loco, di dover rinunciare alla visita, è consigliabile contattare preventivamente il comune per avere maggiori informazioni sulle condizioni di accessibilità.
 

Dormire

La Peonia B&B

Consigli in Zona

+Turismo