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Informazioni

Un blogtour veramente interessante quello che ci ha visto coinvolti tre giorni all’Isola d’Elba, insieme a un gruppo di insegnanti delle scuole medie, con l'obiettivo di fornire gli strumenti necessari per programmare un ritorno con le scolaresche nei luoghi da noi visitati. 

E questo può succedere solo se si riesce a far percepire il territorio e le sue eccellenze, oltre che la sua storia e tradizione. E Marino Garfagnoli, del tour operator Genio Del Bosco, ci è riuscito benissimo! 

Ed è proprio con le parole di Gin Racheli “Il mondo delle isole parla il linguaggio dell’anima” che Marino ci accoglie all’isola d’Elba e dà l’inizio al viaggio d’istruzione A scuola di natura: si tratta del brand dell’educational che dal 2004 coinvolge direttamente gli insegnanti presentando loro una serie di proposte didattiche orientate all'approfondimento delle discipline scientifiche (botanica, biologia, geologia, mineralogia), sportive (trekking, mountain bike, kayak, vela) e culturali (storia dell'arte, architettura, storia) nel comprensorio dell’Arcipelago Toscano. E noi non potevano mancare: ci sembrava proprio un viaggio fatto per noi! Questo week end voleva mostrarci un’isola d’Elba diversa, non solo mare, ma un territorio ricco di risorse naturali, di tradizioni, mestieri e storia.

Aperitivo al tramonto sul mare

Partiti da Piombino, dopo un’ora di navigazione eccoci in località Biodola nel Comune di Portoferraio dove, per prima cosa, ci gustiamo un aperitivo al Relais Baia Bianca: il locale elegante ha la terrazza vista mare, dalla quale abbiamo potuto osservare un tramonto mozzafiato. Un buon inizio per questo viaggio!  

Dopo l’aperitivo, andiamo all’Hotel Casa Rosa, dove alloggeremo in questi tre giorni. 

Tra i minerali

Il primo giorno lo dedichiamo alla scoperta alla tradizione dell’isola, l’attività mineraria, ora non più praticata, e visitiamo proprio uno dei paesi facenti parte del distretto minerario dell’isola, Rio nell'Elba: un caratteristico borgo medioevale sulla collina pieno di vicoli e scorci incantevoli.  

Scopriamo il lavatoio pubblico di  Rio nell'Elba, oggi perfettamente restaurato e visitabile grazie anche a un’attenta ricostruzione storica presentata con immagini e didascalie. Situati nella Valle dei Mulini, i vecchi lavatoi con le bocche in ottone del ‘500 sono singolari strutture con soffitto a capriate e finestroni, alimentati dalla sorgente dei Canali, così importante per il paese. Rio nell'Elba deve il suo nome, infatti, al rio che raccoglie le acque delle numerose sorgenti che hanno permesso nei secoli passati la costruzione e l'uso dei numerosi mulini di cui si possono ancora vedere i resti. 

Qui visitiamo anche il Museo Archeologico che illustra la storia, dal III millennio a.C. fino al medioevo, della parte orientale dell'Elba, fortemente legata alla presenza dei giacimenti minerari. Nel pomeriggio raggiungiamo Rio Marina per continuare la nostra visita della zona mineraria dell’Elba, e proprio qui visitiamo il Museo dei Minerali e dell’Arte Mineraria e la miniera a esso collegato.

Nel museo vi è raccolta una delle più importanti collezioni di minerali dell’isola con numerosi campioni di eccezionale bellezza. Inoltre è possibile osservare diversi ambienti fedelmente ricostruiti: officina del fabbro ferraio, riparo del minatore e così via. Un po’ come tornare bambini, armati di picchetto, entriamo nella cava e pieni di entusiasmo ci mettiamo alla ricerca dei minerali. Il museo propone anche laboratori didattici e il giro sul trenino all’interno della miniera passando per le antiche strade, un tempo utilizzate per il trasporto del minerale.

Conoscete la schiaccia briaca?

Durante questa giornata gustiamo un dolce tipico dell’Elba, la schiaccia briaca. Di tradizione saracena, risale al 1500 ed è un composto fatto con pinoli, uvetta sultanina, nocciole, liquoroso rosso e alchermes. La ricetta originale, come ci spiega Marino, si trova solo in due posti: il panificio Muti & Lupi e il panificio Mercantelli.

Portoferraio e Napoleone

Nell'aprile 1814, con il Trattato di Fontainebleau, l'isola fu affidata a Napoleone Bonaparte come sede del suo primo esilio ed egli scelse Portoferraio come capoluogo. Fu grazie al regno dell'imperatore francese che la cittadina crebbe di importanza, per merito delle infrastrutture create e della valorizzazione delle miniere di ferro di Rio Marina. In questo periodo Portoferraio divenne il porto adibito al trasporto del ferro dalle miniere elbane al continente, e da ciò deriva il nome attuale. Della sua storia e della sua tradizione ne abbiamo ampliamente parlato anche qui.

Il teatro di Napoleone

Dopo un giro al Forte Stella arriviamo al Teatro dei Vigilanti, una settecentesca chiesa del Carmine venne trasformata, proprio alla fine dell'età napoleonica, in uno spazio teatrale su progetto dell'architetto Paolo Bargigli, professore di architettura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Il nuovo teatro venne inaugurato il 24 gennaio 1815 e presentava l'aspetto tipico dei teatri moderni all'italiana: pianta a ferro di cavallo con 65 palchi distribuiti su 4 ordini sormontati da un loggione.

Il teatro che sorge su un mausoleo

La settecentesca chiesa del Carmine, abbandonata, dapprima diventò magazzino militare, poi nel 1814 arrivò Napoleone e lo fece diventare teatro. Bastava togliere le sedie e si organizzavano balli e feste. Cadde poi in disuso fino al 1935, quando fu acquistato per farne un cinema; a fine anni ‘50 fu di nuovo abbandonato fino agli anni ’70, allorché il comune di Portoferraio lo restaurò. Ora si tengono spettacoli. Il Teatro dei Vigilanti è un piccolo gioiello di Portoferraio. Ne rimarrete incantati e sognerete a occhi aperti, com’è successo a noi immaginando le feste che si tenevano in questo posto.

A casa di Napoleone

Il nostro percorso continua poi verso la residenza invernale di Napoleone, Villa dei Mulini. Non sfugge ai nostri occhi la piccola e incantevole spiaggia delle Viste. Situata nelle immediate vicinanze della villa, è formata da sabbia e piccoli ciottoli di varie forme e colori, ed è dominata dalle antiche mura del forte Falcone.  Si trova della riserva marina di Le Ghiaie. Raggiungere la spiaggia non è proprio agevole, bisogna percorrere circa 200 metri di una stradina in forte pendenza. 

Oggi la Villa dei Mulini è un museo Nazionale tuttora in fase di restauro. Quello che troverete non è il mobilio originale che è andato disperso, ma un accurato progetto di recupero ha portato ad arredare la residenza con mobili ottocenteschi simili a quelli originali. La biblioteca conserva invece il materiale più importante: i libri che l'Imperatore portò con sé dalle biblioteche di Fontainebleau e quelli che gli furono donati da suo zio cardinale Fesch. 

La Villa ha un giardino con panorama sull'isola e vista mare, ed è abbellito dalle statue di Minerva e della copia della Galatea del Canova. Consigliamo anche di passare a visitare la Chiesa della Misericordia: costruita nel 1677 conserva le reliquie di San Cristino, il martire patrono di Portoferraio. Dal 1852, ogni 5 maggio vi si celebra una messa in onore di Napoleone. Di notevole pregio è l'organo a canne costruito nel 1792.

Storify

Dormire

Hotel Casa Rosa, dove abbiamo alloggiato in questi tre giorni, è un comprensorio di appartamenti e camere affacciate sulla baia della Biodola. La struttura, a due passi dal mare che non ho mancato di visitare al mattino presto, è ben tenuta e la cucina è squisita, soprattutto i piatti tipici elbani a base di pesce! Unica pecca: il wifi a pagamento. 

Località La Biodola, Portoferraio tel. +39 0565 969931

Mangiare

Pranzo con vista su una delle più belle spiagge

A conclusione della nostra giornata, pranziamo al ristorante La Bussola con vista sulla spettacolare spiaggia delle Ghiaie, una delle più belle dell'isola, angolo incantevole dove il colore del mare si fonde con quello del cielo e dove una volta arrivati non vorrete più andare via! Il tratto di mare antistante che si estende per circa un miglio marino è zona di tutela biologica: ciò ha permesso a questa aerea protetta, per la ricchezza della flora e della fauna marina presente, di essere uno dei posti più attraenti per le immersioni subacquee.

Via Cairoli 2, Portoferraio Livorno, tel. +39 0565 917726

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