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Informazioni

Risale al 1014 la prima pergamena, nella quale l’Arcivescovo Arnolfo concede alla Chiesa di Santa Maria Valle di Milano, un campo di 14 pertiche in loco Cavriano, era il 17 luglio dello stesso anno. 

Nel 1158 si ebbero i primi veri grandi insediamenti, quando l’Imperatore Federico Barbarossa di Svevia, impose ai Comuni dell’Italia settentrionale la propria autorità nel tentativo di tornare al feudalesimo. Alcune città accettarono, altre la respinsero come Milano, Brescia, Genova e Crema. Il Barbarossa le assediò e fece deportare molti Milanesi, dopo aver distrutto e saccheggiato Milano. I cittadini trovarono rifugio nelle campagne di Cavriano e nella vicina Lambrate, ove rimasero per molto tempo. Per sopravvivere agli stenti, la popolazione diventò contadina; coltivando campi, costruendo nuove abitazioni e instaurando un buon rapporto di vicinato con i residenti del luogo. Terminate le invasioni barbariche, molti Milanesi ritornarono in città, mentre molti altri rima  sero, ingrandendo gli abitati esistenti, allevando animali e costruendo mulini. 

Tra il 1576 e il 1630 Cavriano come Milano, fu colpita dalla peste, dovuta alle invasioni Francesi e Spagnole. In questi luoghi per l’occasione, Carlo Borromeo ordinò di costruire delle capanne per ospitare i moribondi in esubero del lazzaretto di Milano.  Nell’anno 1607 il Cardinal Borromeo venne anche in visita pastorale nel borgo di Cavriano. 

La leggenda narra che anche Renzo Tramaglino dei Promessi Sposi di Manzoni, fuggendo da Milano verso Bergamo, dove doveva raggiungere suo cugino, passò per errore nella contrada, fermandosi a chiedere presso un’osteria, informazioni sulla strada da percorrere. 

Nel 1700 Cavriano aveva già il titolo di Comune autonomo, raggruppando sotto di sé tutti i cascinali circostanti. In fondo alla via Cavriana, seminascosta dal sovrappasso, s’intravedeva il campanile della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita all’Ortica, dove si poteva ammirare un affresco, fatto dipingere dai cittadini come intercessione alla Vergine, per rientrare in città durante il periodo di Barbarossa. 

Nel 1720 attorno a questa Chiesa, abbondavano i campi e le costruzioni. L’abitato di Cavriano era diviso tra i due possedimenti principali: quelli dei Conti Gorani, ai quali appartenevano la casa e l’osteria d’Ortica e i beni oggi corrispondenti ai civici 51, 54, 55 di via Cavriana con relativi terreni attigui. Pochi anni dopo, queste proprietà furono svendute, in seguito all’interdizione del Conte Ferdinando Gorani, a prezzi inferiori al loro valore. L’altro grande fondo apparteneva alle monache di Santa Redegonda, che possedevano: la cascina al n° 60 riservata ad abitazione, il podere di Sant’Ambrogio con attigua Abside Romanica (ex chiesa) del XIV secolo, l’oratorio, la cascina e i terreni circostanti coltivati a vigneti (attualmente corrispondenti al numero civico 38). Un passaggio sotterraneo univa questa chiesa al monastero sito poco più avanti (civico 54), appartenente all’abate e Conte Gorani e proseguiva fino alla Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, risalente al 1190 con il nome di San Faustino di Cavriano. Sommando tutte le proprietà di Cavriano, raggruppate nel corso dei secoli, le monache avevano oltre 900 pertiche di terreno che gestirono fino al 1783, quando dovettero metterle all’asta per disposizioni Asburgiche, così le possessioni di Cavriano furono divise per sempre.  

Nel 1848 per via Cavriana passò anche Radetzky con la sua armata Austriaca, che devette abbandonare Milano in seguito all’insurrezione delle Cinque Giornate di Milano: in quell’occasione gli abitanti di Cascina Cavriano, nascosero i bambini nella legnaia per paura di atti vandalici da parte dei soldati. Dal 1721 le varie proprietà, passarono di mano in mano. Infatti dopo le vendite da parte dei Conti Gorani, vi fu un susseguirsi di cambi di proprietari, dal Marchese Boglieri, al Vigorè Carlo Giuseppe e Reverendo Giovanni Battista. Successivamente Cavriano orientale andò ai De Vecchi, parte ai Mandriani, mentre la nostra Cascina Cavriano nel 1835 ai Besozzi. 

Nel 1863 il Dottor Giacomo Besozzi lasciò in eredità la sua porzione di beni all’Ospedale Maggiore – Cà Granda, da qui lo stemma raffigurato sul portico. 

Nel 1967 la Cascina Cavriano fu acquistata dal Comune di Milano assieme ai 24.955 m.q. di fondo agricolo. Fittabili da 290 anni sono i Sig. Colombo che si tramandano da padre in figlio il passaggio di gestione del fondo agrico.

Cascina Cavriano, è situata nella zona sud-est di Milano.

L’edificio è composto da un complesso rurale a forma rettangolare che si affaccia su una corte principale, e da un braccio a L di fabbricati sul lato Nord, che si apre a un altro cortile più piccolo con un lavatoio. Questa struttura è forse l’unica del suo genere per disposizione, visto che la planimetria delle altre cascine veniva realizzata in modo totalmente diverso.

La cascina è divisa in varie parti, a secondo della destinazione d’uso. Vi è la parte padronale caratterizzata da un portico cinquecentesco a tre arcate e da un complesso a due piani. Sull'arcata centrale del portico è raffigurato lo stemma di Ca' Granda: una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco e l'iscrizione "Ave Gratia Plena". Al pian terreno si trovano magazzini e stalle, al piano superiore, abitazioni e fienili. 

Sul lato Ovest è situata la stalla principale con soprastante fienile caratterizzato da griglie di mattoni sistemate a croce; fuori dalla stalla vi è un abbeveratoio. 

Il lato sud della corte è costituito da un susseguirsi di porticati, in uso come rimessaggio delle macchine agricole e delle rotoballe di fieno. 

Nella parte posteriore, la corte si apre all’ortaglia, mentre al di là della strada si estendono i terreni coltivati. In cascina si svolgono tuttora attività agricole, disponendo di un terreno di 24.955 m.q. circa, diviso fra l’area su cui ci sono i fabbricati e quella coltivabile. 

Servizi

  • parcheggio
  • ristorante
  • wifi
  • parco giochi bimbi
  • animali domestici
  • prodotti locali
  • accesso disabili
  • sala convegni
  • attività didattica

Punteggio Protocollo Green PiuTurismo: 0/8


Il lato Green

Nella nostra azienda è presente un piccolo punto vendita dove si possono acquistare i prodotti ortofrutticoli provenienti dalle nostre coltivazioni stagionali, prodotte con culture stallattiche e non chimiche.
A seconda dalla stagione troverete i frutti che la terra ci offre: un vasto assortimento di verdura (insalate, coste, spinaci, pomodori, zucchine, cime, cipolle, patate, aromi vari ecc.) e frutta (mele, pere, prigne, kiwi, albicocche ecc.).  

Dal produttore al consumatore: perchè trasportare per chilometri la frutta e la verdura; perchè imballarla e inquinare quando è possibile consumare a chilometro zero, con costi concorrenziali? Vieni a trovarci in cascina, a provare le nostre uova fresche, la frutta e la verdura rigorosamente di stagione e appena raccolte, le nostre conserve e marmellate.

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