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Una foresta sacra... dominata dal silenzio e dall'oscurità misteriosa che regna sotto le immense querce vecchie come il mondo... popolata da una folla pacifica di animali e di ogni specie di selvaggina; dai cinghiali, dai daini, dai cervi, dai caprioli per non parlare delle martore e degli scoiattoli di cui vedemmo una gran quantità passeggiare sulle nostre teste, di albero in albero. Sono le parole che lo scrittore francese Richard de Saint-Non utilizzò, nel 1781, per descrivere il Bosco Pantano di Policoro.

Un vero spettacolo della natura, capace di affascinare i viaggiatori stranieri in visita nel Mezzogiorno d'Italia per il loro Grand Tour. Un secolo dopo, nel 1897, con queste espressioni il narratore e saggista inglese George Gissing immortalò la foresta jonica: L'immaginazione subiva un fascino che era fatto per metà di paura, non avevo mai visto un bosco incantato. Nulla di umano poteva aggirarsi tra quelle ombre senza sentiero, vicine a quelle acque morte. Era l'ingresso al mondo degli spiriti; su questo bosco, contemplato sull'orlo del crepuscolo, gravava un silenzioso timore, quale Dante conobbe nella sua selva oscura.

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